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    <title>DEV Community: Michele GeoTapp</title>
    <description>The latest articles on DEV Community by Michele GeoTapp (@geotapp).</description>
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      <title>DEV Community: Michele GeoTapp</title>
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    <language>en</language>
    <item>
      <title>«Da noi non risulta»: il problema invisibile di chi lavora sul campo</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:30:19 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/-il-problema-invisibile-di-chi-lavora-sul-campo-2b64</link>
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      <description>&lt;p&gt;C’è una frase che chi gestisce squadre sul campo conosce a memoria, e la sente sempre nel momento sbagliato: «da noi non risulta».&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Hai mandato l’operatore, il lavoro è stato fatto, magari pure bene. Poi il cliente chiama e dice che no, quell’ora non l’avete fatta, quell’intervento non risulta. E parte la discussione: a volte finisce con mezza giornata persa a rincorrere prove che non hai, a volte con una fattura che non viene pagata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il punto è che questo problema ha due facce, e di solito se ne racconta una sola. Da una parte c’è chi il lavoro lo svolge, e quando viene contestato non ha modo di dimostrare il contrario. Dall’altra c’è chi il lavoro lo paga, e si chiede legittimamente se sia stato fatto davvero. In mezzo c’è un vuoto: la fiducia sulla parola, che regge finché regge.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  La differenza tra sorvegliare e dimostrare
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Qui di solito salta fuori chi parla di GPS, foto, controllo. Ma attenzione, perché sono due cose diverse. Una è la sorveglianza: seguire la persona. L’altra è la prova del lavoro: documentare che un intervento è stato svolto, in un luogo e in un momento, a tutela di entrambe le parti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La prima mette le persone una contro l’altra. La seconda le mette dalla stessa parte, perché la stessa prova che dà ragione al cliente dà ragione anche a chi ha lavorato. È una distinzione semplice, ma cambia tutto.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Ti chiediamo due minuti
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Abbiamo aperto un sondaggio per capire quanto è diffuso il problema del «non risulta», da tutti e due i lati: chi svolge il lavoro e chi lo commissiona. È anonimo davvero, niente nome, nessuna email obbligatoria, niente che ti possa ricondurre. Sono due minuti, e c’è un percorso per chi lavora sul campo e uno per chi i lavori li commissiona.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Raccontaci la tua: due minuti, e ci aiuti a capire un problema vero.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Anonimo. Niente nome, nessuna email obbligatoria.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/survey" rel="noopener noreferrer"&gt;Completa il sondaggio&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Più voci arrivano, più il quadro che ne esce è vero. E se conosci qualcuno che questo problema lo vive, da una parte o dall’altra, giragli il link.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/14/da-noi-non-risulta-prova-del-lavoro-sondaggio/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Sorvegliare i dipendenti li fa scappare: lo dicono i numeri</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:30:20 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/sorvegliare-i-dipendenti-li-fa-scappare-lo-dicono-i-numeri-1n6k</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/sorvegliare-i-dipendenti-li-fa-scappare-lo-dicono-i-numeri-1n6k</guid>
      <description>&lt;p&gt;Marco aveva appena installato il software che conta tutto. Quante volte si muove il mouse, quanti minuti la schermata resta ferma, a che ora arriva il primo clic della mattina. Glielo avevano venduto come la fine dei dubbi: finalmente avrebbe saputo chi lavorava davvero e chi tirava a campare. Tre settimane dopo, la persona più brava che aveva in squadra, quella che non aveva mai dovuto controllare in vita sua, gli ha lasciato le dimissioni sul tavolo. E non era una questione di soldi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è un paradosso che gira da un po’ tra chi gestisce persone, e fa più rumore di quanto si pensi. Più stringi la sorveglianza per ottenere di più, meno ottieni. Non è una sensazione, è diventato un filone di studi. Le aziende che monitorano hanno raggiunto numeri altissimi, qualcosa come otto su dieci usano una qualche forma di controllo digitale e sei su dieci si affidano a strumenti di intelligenza artificiale per misurare la produttività. Eppure, quando si vanno a leggere gli effetti, il quadro si ribalta in faccia a chi ci ha investito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I dati raccolti nel 2026 raccontano una storia precisa. Quasi sei dipendenti su dieci dicono che il tracciamento digitale rovina la fiducia dentro l’azienda. Sette su dieci sostengono che non li rende affatto più produttivi. E il numero che dovrebbe togliere il sonno a chi firma questi contratti: tra le persone sorvegliate, oltre quattro su dieci pensano di andarsene entro l’anno, contro poco più di due su dieci tra chi non viene controllato. Una ricerca della Cornell University arriva a dire una cosa ancora più scomoda, che il monitoraggio spinto può addirittura far calare la resa e aumentare le uscite. Hai speso per controllarli meglio, e il risultato è che lavorano peggio e ti salutano prima.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vuoi sapere dove ha lavorato la tua squadra, senza guardarle lo schermo da sopra la spalla?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito, pronto in due minuti&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Controllare le persone e avere le prove sono due cose diverse
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Qui sta il punto che quasi nessuno si ferma a distinguere, e invece cambia tutto. Una cosa è guardare le persone mentre lavorano, contare i tasti, fotografare lo schermo ogni dieci minuti, leggere quanto tempo passano fermi. Un’altra, completamente diversa, è avere la prova che un lavoro è stato fatto, dove e quando. La prima è diffidenza messa in software: parte dal presupposto che il tuo team ti stia fregando, e glielo fa sentire ogni minuto. La seconda non guarda nessuno, registra un fatto e basta.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Pensa a come ti senti tu quando qualcuno ti sta addosso. Il caposquadra che ti telefona tre volte di mattina per sapere a che punto sei, il cliente che passa apposta per controllare se ci sei davvero. Non è che lavori meglio, lavori peggio e con il magone. Il tuo addetto non è diverso. Lo metti sotto una telecamera digitale e gli stai dicendo, senza dirlo, che non vali niente finché non ti dimostro il contrario. Le persone brave quella frase la sentono benissimo, anche quando nessuno la pronuncia, ed è la prima ragione per cui se ne vanno.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il bossware promette il controllo e consegna il sospetto
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C’è un nome per questa roba, ormai si chiama bossware, e il marketing che ci sta dietro è una macchina ben oliata. Ti vendono dashboard piene di grafici, punteggi di produttività, allerte quando qualcuno resta inattivo per troppo tempo. Sembra scienza. In pratica è un cronometro puntato sulla schiena delle persone, con il rischio in più che il punteggio sia sbagliato: l’algoritmo segna come fannullone chi sta pensando, chi sta al telefono con un fornitore, chi semplicemente fa un mestiere che non si misura a colpi di mouse. E quando l’azienda inizia a prendere decisioni su quei numeri, chi ci rimette spesso è la persona seria che il software non ha capito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Per chi ha squadre sul campo, poi, tutto questo non c’entra proprio niente con il lavoro vero. Un addetto alle pulizie, un installatore, un vigilante, non stanno davanti a uno schermo da contare. Stanno in un cantiere, in un capannone, a casa di un cliente. Quello che ti serve sapere non è quanti tasti hanno premuto, è un’altra cosa molto più semplice: sono andati dove dovevano, a che ora hanno iniziato, a che ora hanno finito, e c’è modo di dimostrarlo se il cliente domani dice che non è passato nessuno. Niente di più, e soprattutto niente di invadente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fproof-not-surveillance-sep.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fproof-not-surveillance-sep.png" alt="Field worker holding a smartphone to clock in" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  La prova del lavoro lavora anche a favore di chi è onesto
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ed è qui che la faccenda si gira dalla parte giusta. Una prova del passaggio, una timbratura con la posizione presa solo all’inizio e alla fine del turno, una foto scattata sul posto dal vivo, non è una catena al piede del lavoratore. È la sua difesa. Il giorno in cui un cliente contesta un intervento mai fatto, o sostiene che la squadra è arrivata alle dieci invece che alle sette, quella prova sta dalla parte di chi ha lavorato sul serio. Il controllo ossessivo divide, la prova protegge. Sono due strumenti che sembrano vicini e invece guardano in direzioni opposte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp è nato da questa parte della linea. L’applicazione prende la posizione solo quando si timbra l’inizio e la fine, non segue nessuno per tutta la giornata, e la sessione una volta chiusa non si può più ritoccare. Non è un occhio puntato sulle persone, è una prova che resta. La differenza, per chi la usa, è che la squadra non si sente braccata e tu hai comunque in mano cosa è stato fatto, dove e quando. Senza scegliere tra fidarti e dormire la notte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Allora la domanda da farsi, prima di firmare l’ennesimo abbonamento a un software che conta i clic, è una sola: vuoi controllare le tue persone o vuoi avere le prove di quello che fanno? Perché la prima strada, i numeri lo dicono, te le fa scappare. La seconda te le tiene, e ti copre le spalle quando serve.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova del lavoro, non sorveglianza: posizione solo a inizio e fine turno, sessioni che non si toccano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;14 giorni gratis, senza carta di credito&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/22/sorveglianza-dipendenti-fa-scappare-2026/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Iperammortamento 2026: cosa cambia dopo Transizione 5.0</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 11:30:20 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/iperammortamento-2026-cosa-cambia-dopo-transizione-50-36dm</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/iperammortamento-2026-cosa-cambia-dopo-transizione-50-36dm</guid>
      <description>&lt;p&gt;Ogni volta che cambia il nome di un’agevolazione, in azienda si ripete la stessa scena. Il commercialista manda un messaggio, il titolare lo legge tra un cantiere e l’altro, intravede le parole nuova misura e maxi-deduzione, e archivia il tutto sotto la voce da capire con calma. Il 2026 ha portato l’iperammortamento, e da capire con calma è esattamente l’atteggiamento che rischia di farti perdere l’occasione, o peggio, di fartela raccontare male.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mettiamo ordine. Transizione 4.0 e Transizione 5.0 si sono chiuse il 31 dicembre 2025. Al loro posto, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l’iperammortamento, ritoccato poi da un decreto di marzo. La differenza pratica con il passato è importante: non è un credito d’imposta, è una maxi-deduzione. In parole povere, il costo di certi beni strumentali nuovi viene maggiorato ai fini degli ammortamenti, e quella maggiorazione abbassa il reddito imponibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le percentuali non sono timide. La maggiorazione arriva fino al 180 per cento per gli investimenti più contenuti, scende al 100 per cento su uno scaglione intermedio e al 50 per cento su quello più alto. Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati a partire dal 1 gennaio 2026, con una finestra che si estende fino al 30 settembre 2028. C’è spazio, quindi, ma c’è anche una scadenza, e le scadenze nelle agevolazioni non sono mai un dettaglio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova GeoTapp gratis per 14 giorni&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ingen kredittkort, klar på 2 minutter.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Inizia il trial gratuito&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Veniamo ai requisiti, perché è lì che molte aziende inciampano. Non basta comprare qualcosa di nuovo. Il bene deve rientrare negli allegati di legge, deve essere interconnesso al sistema aziendale, e serve una perizia tecnica asseverata, sostituibile con una dichiarazione del legale rappresentante sotto una certa soglia di valore. L’interconnessione, in particolare, è la parola che separa un investimento agevolato da un investimento normale: un macchinario che lavora isolato, scollegato da tutto, di solito non basta.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Una buona notizia con le istruzioni in piccolo
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;L’iperammortamento è un’opportunità reale, e per chi deve rinnovare macchinari o impianti vale la pena sedersi con il commercialista e fare i conti seri. Ma proprio perché è un’opportunità, va guardata con gli occhi aperti. Le aliquote alte attirano l’attenzione, le condizioni in piccolo decidono se ne hai davvero diritto. Confondere le due cose è il modo più rapido per ritrovarsi, in fase di controllo, con un’agevolazione contestata.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il software, e perché qui serve onestà
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C’è un punto su cui voglio essere diretto, perché riguarda chi gestisce squadre e processi. Il software rientra nell’iperammortamento solo a precise condizioni, e secondo le bozze del decreto attuativo i programmi in abbonamento, quelli che paghi a canone mensile, ne resterebbero esclusi. Quindi no, non ti racconto che l’abbonamento a uno strumento gestionale come GeoTapp te lo sconta l’iperammortamento. Le cose, allo stato attuale, non stanno così, e prometterti il contrario non sarebbe un favore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F1-1-33.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F1-1-33.png" alt="Iperammortamento 2026" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Trattare un’agevolazione come un saldo da non perdere, senza leggere a quali condizioni si applica, è come correre a comprare un divano in offerta senza misurare la porta di casa. Lo sconto è vero. Resta da vedere se il divano entra.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Quello che conta indipendentemente dal bonus
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ed è qui il ragionamento che vale la pena fare. La decisione di digitalizzare la gestione del personale non dovrebbe dipendere dall’esistenza di un incentivo, perché il costo di non farlo lo paghi comunque, ogni mese: ore stimate male, preventivi a naso, contestazioni perse, mezze giornate a ricostruire chi era dove. Quel conto, sommato su un anno, è di solito più pesante di qualsiasi bonus.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp serve a chiudere quella falla. Un tocco per iniziare, un tocco per finire, e di ogni giornata resta una traccia pulita e geolocalizzata. Non te lo presento come l’occasione fiscale dell’anno, perché un canone non lo è. Te lo presento come il modo per smettere di perdere soldi che oggi escono senza che nessuno li conti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi due conti, da fare con onestà. Il primo, con il commercialista, sull’iperammortamento per i beni che davvero ci rientrano. Il secondo, da solo: quanto ti sta costando, ogni mese, non sapere quante ore lavora davvero la tua squadra? Per rispondere al secondo, guarda &lt;a href="https://geotapp.com/it/products/geotapp-timetracker/" rel="noopener noreferrer"&gt;come si tiene il conto delle ore&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/08/iperammortamento-2026-cosa-cambia/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Tra un anno i tuoi dipendenti sapranno cosa controlli. E tu?</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Sun, 21 Jun 2026 06:30:19 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/tra-un-anno-i-tuoi-dipendenti-sapranno-cosa-controlli-e-tu-mne</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/tra-un-anno-i-tuoi-dipendenti-sapranno-cosa-controlli-e-tu-mne</guid>
      <description>&lt;p&gt;Immagina la scena tra un anno. Un tuo addetto, invece di prendere il foglio dei turni e filare via, si ferma sulla porta e ti chiede una cosa che non ti aveva mai chiesto: cosa registri esattamente di me, mentre lavoro, e perché. Non è arrabbiato, non ti sta sfidando. È informato. E tu, in quel preciso momento, ti accorgi che una risposta pronta non ce l’hai.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Oggi quella domanda quasi nessuno la fa. Si timbra, si lavora, e se qualcosa non torna la spiegazione che gira è sempre la stessa: è il sistema. Una frase che chiude ogni discorso, perché contro un sistema non si discute. Il problema, per chi quel sistema lo gestisce, è che la frase sta per smettere di funzionare. L’Europa ha deciso di mettere per iscritto un principio che fino a ieri era lasciato al buon senso di ciascuno: chi lavora ha diritto di sapere come viene controllato, misurato e valutato, soprattutto quando a farlo è un software al posto di una persona.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La spinta porta un nome, Direttiva (UE) 2024/2831, in vigore dal primo dicembre 2024, che ogni Stato deve recepire entro il 2 dicembre 2026. L’Italia ci sta già lavorando con la Legge di delegazione europea 2024, la n. 91 del giugno 2025. È nata per i rider e il lavoro su piattaforma, ma sta facendo da megafono a un’idea che riguarda chiunque mandi qualcuno a lavorare: la sorveglianza opaca, quella che nessuno ti spiega, ha le ore contate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vuoi sapere esattamente cosa registra di una persona uno strumento costruito per non sorvegliare? Aprilo oggi nel trial gratuito di 14 giorni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito, pronto in due minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il coltello cambia parte del manico
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La cosa che cambia davvero non è la legge in sé, è chi adesso tiene il coltello dalla parte del manico. Per anni il controllo è stato un gioco a senso unico: chi gestiva sapeva, chi lavorava subiva, e a chi chiedeva conto di qualcosa rispondeva il silenzio dell’algoritmo. Adesso si gira tutto. Il dipendente che si informa, e si informerà, smette di essere quello che deve giustificare dov’era alle quattro del pomeriggio, e diventa quello che chiede a te perché tu, alle quattro del pomeriggio, sapevi dov’era.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ed è qui che la maggior parte dei sistemi in circolazione casca male, perché raccolgono molto più di quanto serva: posizione in continuo, percorsi, soste, tempi morti. Roba che non guarderai mai, finché un giorno la guarda qualcun altro. Sorvegliare di nascosto i tuoi dipendenti tutto il giorno è come leggere il telefono di chi ti dorme accanto: anche quando non trovi niente hai già perso, perché ti sei messo a guardare. E davanti a una persona informata, o peggio davanti al Garante, la frase “volevo solo sapere se lavoravano” suona esattamente come “volevo solo dare un’occhiata”.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fregole-ue-controllo-lavoratori-2026-sep.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fregole-ue-controllo-lavoratori-2026-sep.png" alt="Stretta di mano tra un responsabile e un lavoratore in cantiere" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Gran parte è già legge, non aspetta il 2026
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Conviene togliersi un’illusione: per finire nei guai non serve nemmeno aspettare il recepimento, perché il grosso di questa partita è già scritto. L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori ti obbliga a passare da accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato prima ancora di accendere un sistema da cui può derivare un controllo a distanza. Il GDPR ti impone di raccogliere solo i dati che servono davvero, di tenerli il tempo giusto e non un minuto in più, e di dire chiaramente alle persone cosa stai facendo dei loro dati.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E non è teoria da convegno. Le sanzioni del Garante sull’abuso di geolocalizzazione partono quasi sempre dalla segnalazione di un dipendente o di un ex, non da un’ispezione caduta dal cielo. Finora a muoversi erano in pochi, perché in pochi sapevano di poterlo fare e dove andare a bussare. È proprio quel “pochi” che l’ondata di regole in arrivo sta cancellando: più le persone conoscono i loro diritti, più sale la probabilità che qualcuno, un giorno, decida di esercitarli.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La direttiva europea non inventa niente di tutto questo. Fa una cosa diversa e per te più scomoda: lo rende esplicito, lo porta sui giornali, lo trasforma in qualcosa che i tuoi dipendenti conosceranno quanto te. Per anni il vantaggio è stato tutto da una parte perché l’informazione stava da una parte sola. Quando l’informazione passa anche dall’altra, il vantaggio evapora, e resta solo come hai impostato le cose davvero.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  La risposta più corta è anche la più sicura
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;A quel punto la mossa intelligente non è nascondere meglio, è non avere niente da nascondere. Un sistema che raccoglie pochissimo è prima di tutto un sistema facile da spiegare, e quel giorno sulla porta la risposta diventa corta e tranquilla: segno l’ora e il posto quando timbri, all’inizio e alla fine del turno, e nient’altro. Fine della conversazione. È la differenza tra doverti preparare una difesa e poter dire semplicemente come stanno le cose, guardando la persona negli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vale la pena fermarsi sul perché funziona. Una prova del lavoro pulita, l’ora e il luogo di una timbratura, serve a te quando il cliente contesta e serve all’addetto quando qualcuno mette in dubbio le sue ore: è una cosa sola che protegge tutti e due. La sorveglianza continua serve solo a te, contro di lui, e quel giorno in cui la legge gli mette in mano le domande giuste si ritorce puntuale contro chi l’ha installata. Una raccoglie il minimo e mette d’accordo, l’altra raccoglie tutto e divide. Tra un anno la differenza non sarà più una questione di stile, sarà la riga che separa chi sta tranquillo da chi corre ai ripari.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp è stato messo a punto esattamente per dare quella risposta corta: la posizione si segna con un tocco a inizio e fine turno, e nel mezzo non c’è niente da raccontare perché non c’è niente di registrato. Non è prudenza dell’ultimo minuto in vista della legge, è come è fatto da quando esiste: prova del lavoro, non pedinamento. Così, quando il tuo addetto si fermerà sulla porta a chiederti cosa sai di lui, sarai tra i pochi titolari a non dover abbassare lo sguardo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova a rispondere adesso, a freddo: se domani un tuo dipendente ti chiedesse cosa registri di lui durante la giornata, glielo sapresti dire in una frase sola? Se la risposta ti viene lunga, forse il problema non è la domanda. Scrivi qui sotto la tua, di risposta, sono curioso di leggerla.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova del lavoro sì, sorveglianza no. Guarda cosa registra davvero, sul tuo team.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;14 giorni, nessuna carta di credito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Leggi anche&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/autorizzazione-gps-dipendenti-non-basta/" rel="noopener noreferrer"&gt;Hai l’autorizzazione per il GPS sui dipendenti? Non basta&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/bossware-sorveglianza-lavoro-altro-modo/" rel="noopener noreferrer"&gt;Il 42% di chi è sorvegliato al lavoro vuole andarsene. C’è un altro modo&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/gps-lavoratori-ue/" rel="noopener noreferrer"&gt;Guida: GPS lavoratori in UE&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/generatore-informativa-gps/" rel="noopener noreferrer"&gt;Genera l’informativa GPS&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/regole-ue-controllo-lavoratori-2026/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Il software che ti spia ha appena venduto il tuo nome a Facebook</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 11:30:21 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/il-software-che-ti-spia-ha-appena-venduto-il-tuo-nome-a-facebook-38dd</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/il-software-che-ti-spia-ha-appena-venduto-il-tuo-nome-a-facebook-38dd</guid>
      <description>&lt;p&gt;Immagina di scoprirlo per caso. Un collega dell’IT ti mostra cosa fa davvero quel programma che l’azienda ti ha fatto installare sul telefono di lavoro, quello che doveva solo “registrare le ore”. Non registra solo le ore. Conta i tasti che premi, fa screenshot dello schermo ogni tot minuti, segue dove sei anche a pranzo, e poi, la parte che ti gela, spedisce il tuo nome e cognome a Facebook, a Google, a una manciata di società di pubblicità di cui non hai mai sentito parlare. Tu non hai firmato niente per questo. Tu pensavi solo di timbrare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non è uno scenario inventato per spaventarti. Il 29 maggio 2026 quattro università americane, Northeastern, Vanderbilt, UC Berkeley e Columbia, hanno pubblicato un’inchiesta su nove piattaforme di workplace monitoring, quei software che il gergo del settore chiama bossware. I ricercatori hanno smontato come funzionano davvero e hanno trovato 121 casi documentati in cui dati che identificano il singolo lavoratore finivano a terze parti come Facebook, Google, Microsoft e AppLovin, più attività trasmessa verso 145 domini esterni. Non un sospetto, non un’opinione: traffico misurato, contato, messo nero su bianco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ribalta la prospettiva per un attimo, perché è qui che la cosa cambia colore. Il titolare compra il monitoraggio per un motivo che a lui sembra ragionevole, vuole sapere se la squadra lavora davvero quando dice di lavorare. Ci sta. Ma quello che porta a casa non è solo un cruscotto con le ore: è una catena di fornitura di dati che parte dal telefono del suo dipendente e arriva, attraverso il software, dentro le macchine pubblicitarie delle big tech. Il datore voleva controllo. Si è ritrovato a fare da grossista di dati personali altrui, gratis, e senza saperlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E se per sapere chi ha lavorato dove ti bastasse la timbratura, senza spiare nessuno e senza rivendere il nome dei tuoi dipendenti?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito, attivo in 2 minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  La sorveglianza costa, e a pagarla non è solo chi viene spiato
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Mettiti nei panni del lavoratore ancora un momento. Sapere di essere osservato in ogni clic non ti rende più produttivo, ti rende teso. E i numeri lo confermano: secondo il quadro raccolto dal National Employment Law Project nello stesso filone di ricerca sul bossware, tra chi è sottoposto a monitoraggio digitale il 56% riferisce stress legato proprio al fatto di essere sorvegliato, e il 42% dichiara di pensare a licenziarsi entro l’anno. Sono dati di studio, non statistiche GeoTapp, e li riporto come tali. Ma raccontano una cosa semplice: il controllo continuo non compra fedeltà, la erode. Il dipendente bravo, quello che potevi tenerti, è anche quello che ha più alternative e meno pazienza per il guinzaglio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E poi c’è il conto che arriva al datore, quello vero. Quando il software che hai scelto manda all’esterno dati identificabili dei tuoi dipendenti, il responsabile di quel trattamento sei tu, non il fornitore lontano dall’altra parte dell’oceano. Sei tu che devi spiegare al lavoratore, al sindacato, eventualmente al Garante, perché il nome di chi timbra per te è finito dentro un circuito pubblicitario. Hai comprato uno strumento per ridurre un rischio, le ore gonfiate, e te ne sei portato in casa uno più grande e più difficile da spiegare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il punto è che la categoria intera si è bruciata da sola. “Monitoraggio”, “sorveglianza”, “controllo”: parole che fino a ieri suonavano serie e oggi suonano losche. Quando un titolare dice “ho messo un software che li controlla”, la reazione non è più rispetto, è sospetto. La parola pulita, quella rimasta in piedi, è un’altra: prova del lavoro. Non sorvegliare chi lavora, dimostrare che il lavoro è stato fatto. Sembra una sfumatura. È invece tutta la differenza.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Prova del lavoro, non guinzaglio
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Spia e prova non sono la stessa cosa fatta con più o meno cattiveria, sono due meccaniche opposte. Spiare significa raccogliere tutto, sempre, di continuo, e sperare che da quella montagna di dati esca qualcosa di utile. La prova del lavoro fa il contrario: raccoglie una cosa sola, nel momento esatto in cui serve, e basta. Non i tasti che premi, non lo schermo che guardi, non dove vai dopo il turno. Solo questo: il tuo dipendente era in quel punto, a quell’ora, quando ha aperto e quando ha chiuso il turno. Niente prima, niente dopo, niente in mezzo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una prova così ha due qualità che la sorveglianza non ha mai avuto. La prima è che basta a te, datore, per chiudere ogni discussione sulle ore senza dover frugare nella giornata di nessuno: c’è il luogo, c’è il momento, la firma è geolocalizzata e con marca temporale, non si perde nel cassetto e non si riscrive a posteriori. La seconda è che basta anche al lavoratore, perché è una prova che protegge pure lui quando un cliente sostiene che la squadra non si è presentata e invece era lì, puntuale, con il timbro a dimostrarlo. La stessa cosa difende entrambi. Una sorpresa, per uno strumento di registrazione presenze.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È esattamente su questa idea che è stato sviluppato &lt;a href="https://geotapp.com/it/products/geotapp-timetracker/" rel="noopener noreferrer"&gt;GeoTapp TimeTracker&lt;/a&gt;: l’applicazione registra il punto solo nell’istante della timbratura, niente tracciamento continuo, niente keylogger, niente screenshot, niente nomi spediti a Facebook. Il dipendente apre il turno dove deve stare, lo chiude quando ha finito, e quello che resta è una prova pulita, di luogo e di momento, che vale in azienda e tiene davanti a chiunque la metta in dubbio. È il contrario del bossware: non guarda dentro la giornata di chi lavora, certifica soltanto che il lavoro è stato fatto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fbossware-it-separator.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fbossware-it-separator.png" alt="Smartphone che mostra una schermata di timbratura con conferma verde" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Allora la domanda da farsi prima di firmare il prossimo contratto software è questa: quel programma ti serve per sapere che il lavoro è stato fatto, o per sorvegliare chi lo fa? Perché sono due cose diverse e una delle due, oggi, ti si ritorce contro. Raccontami nei commenti com’è messa la tua azienda: timbrate ancora a mano, usate qualcosa che vi spia più di quanto vorreste, o avete trovato un equilibrio?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se vuoi vedere com’è una timbratura che dimostra senza spiare, la prova migliore è metterci le mani.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova del lavoro, non sorveglianza. Apri il trial e timbra il primo turno: vedrai esattamente cosa registra e cosa no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito, attivo in 2 minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/10/software-spia-vende-dati-dipendenti/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Hai l’autorizzazione per il GPS sui dipendenti? Non basta</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:30:19 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/hai-lautorizzazione-per-il-gps-sui-dipendenti-non-basta-49l7</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/hai-lautorizzazione-per-il-gps-sui-dipendenti-non-basta-49l7</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo settimane di pratiche, l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro per il GPS sui mezzi finalmente arriva. La appendi vicino alla bacheca dei turni e tiri il fiato: ce l’ho fatta, sono a posto, da qui in poi posso stare tranquillo. È la stessa tranquillità di chi esce dalla motorizzazione con la patente nuova e crede di sapere già guidare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il problema è che quel foglio non è un salvacondotto. È un permesso, e un permesso dice solo che puoi entrare, non che dentro puoi fare quello che ti pare. La porta e la stanza sono due cose diverse, e tra le due ci passa la differenza tra sentirsi a norma ed esserlo davvero. È una distinzione che sembra una sottigliezza da avvocati, finché non arriva una sanzione a ricordarti che di sottile non ha niente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lo ha imparato nel modo più caro un’azienda di autotrasporto che il GPS lo aveva eccome, regolarmente autorizzato. Il Garante per la protezione dei dati personali, con un provvedimento del 16 gennaio 2025, le ha comminato una sanzione da 50.000 euro. Non per aver installato il sistema senza permesso, ma per come lo usava: la posizione dei mezzi tracciata in continuo, velocità, chilometri, stato del veicolo, ben oltre i limiti fissati proprio in quell’autorizzazione. L’ok dell’Ispettorato c’era, incorniciato e tutto. Le garanzie che doveva accompagnarlo, no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vuoi un sistema che registra la posizione solo alla timbratura, non in continuo? Aprilo oggi nel trial gratuito di 14 giorni.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito, pronto in due minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Apri il trial&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il permesso è il primo passo, non l’ultimo
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La storia di quella multa è istruttiva perché è cominciata come tante: non da un’ispezione a sorpresa, ma dalla segnalazione di un ex dipendente. È un dettaglio che vale oro, perché racconta da dove arrivano davvero i guai. Non da un controllo casuale piovuto dal cielo, ma da qualcuno che ha lavorato lì, si è sentito spiato, se n’è andato e ha deciso di scrivere al Garante. Da lì il Nucleo privacy della Guardia di Finanza ha guardato dentro, e ha trovato un sistema che raccoglieva molto più del necessario, conservava posizioni che non servivano, e lasciava le persone all’oscuro di cosa stesse succedendo ai loro dati. L’autorizzazione, in tutto questo, non è servita a niente, perché l’autorizzazione non riguarda quei pezzi lì.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E qui sta il punto che sfugge a molti titolari in buona fede. L’ok dell’Ispettorato del Lavoro risponde a una sola domanda: puoi installare uno strumento da cui può derivare un controllo a distanza, sì o no? È l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori che lo impone, e va benissimo averlo, anzi è obbligatorio. Ma una volta dentro, comincia un secondo capitolo che il foglio non copre: come tratti quei dati, quali raccogli e quali no, per quanto li tieni, e soprattutto cosa dici a chi ci finisce dentro. Quel capitolo lo scrive il GDPR, e ha un esattore diverso, il Garante, che non guarda se hai il permesso ma se hai rispettato necessità, proporzionalità e trasparenza. Due autorità, due domande diverse, e tu devi soddisfarle entrambe.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fautorizzazione-gps-dipendenti-non-basta-sep.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fautorizzazione-gps-dipendenti-non-basta-sep.png" alt="Timbro ufficiale, tampone e pennino su una scrivania" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Cosa conta davvero, oltre il foglio
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Le garanzie che fanno la differenza non sono misteriose, sono solo noiose, ed è per questo che vengono saltate. Conta raccogliere il minimo: la posizione serve a sapere che l’intervento è stato fatto in quel posto, non a ricostruire ora per ora dove è stata una persona. Conta non tracciare in continuo: un sistema che pinga la posizione tutto il giorno raccoglie una montagna di dati che non userai mai e che, il giorno che arriva una segnalazione, diventano la prova contro di te invece che a tuo favore. Conta cancellare quello che non serve più, invece di accumulare anni di tracce in un archivio che nessuno guarda finché non lo guarda il posto sbagliato. E conta, sopra ogni altra cosa, l’informativa: spiegare ai dipendenti, per iscritto e in modo comprensibile, cosa raccogli, perché, e per quanto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ti è mai capitato di avere il permesso in mano e di non aver mai scritto una riga di informativa ai tuoi? È più comune di quanto sembri, ed è esattamente il buco da cui passano le sanzioni. Il foglio dell’Ispettorato in quei casi non protegge: semmai dimostra che sapevi di stare maneggiando dati sensibili e che hai fermato l’attenzione al primo passaggio, quello burocratico, dimenticando tutto il resto. È come avere il porto d’armi e tenere la pistola carica sul tavolo della cucina: il pezzo di carta non ti assolve da come la usi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è anche un equivoco di tempistica che frega in tanti. L’autorizzazione si ottiene una volta e si archivia, e da lì in poi sembra una cosa chiusa. Le garanzie invece sono un lavoro che continua: ogni volta che cambi sistema, aggiungi una funzione, assumi persone nuove, il quadro va aggiornato e l’informativa va rifatta. Chi tratta la conformità come un timbro preso e dimenticato si ritrova, anni dopo, con un sistema cresciuto a casaccio e un’informativa che parla di un’altra azienda.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Mettersi a posto sul serio
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La buona notizia è che adeguarsi non vuol dire smontare tutto. Vuol dire scegliere strumenti pensati per raccogliere poco e dirlo chiaro, e accompagnarli con i documenti giusti. Un sistema che rileva la posizione solo nel momento della timbratura, all’ingresso e all’uscita, e mai nel mezzo, parte già con il piede giusto: raccoglie il minimo per natura, non per buona volontà, e quel minimo è esattamente quello che la legge chiede. Resta da fare la parte scritta, l’informativa che mette le persone al corrente, e lì un fac-simile pronto da compilare toglie l’alibi del non so da dove cominciare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp è stato messo a punto proprio così: la posizione si registra con un tocco a inizio e fine turno, e in mezzo non c’è tracciamento, perché la prova del lavoro non ha bisogno di pedinare nessuno. Il permesso te lo dà l’Ispettorato, le garanzie te le dai tu, e tra le due non c’è scorciatoia. Chi le tratta come un blocco unico, e le risolve davvero, smette di guardare la posta con la paura di trovarci una raccomandata del Garante.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il foglio, quasi tutti ce l’hanno. L’informativa scritta ai dipendenti, quasi nessuno. Ed è sempre da quella riga mancante che il Garante comincia a guardare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Crea l’informativa GPS per i tuoi dipendenti, pronta da compilare e conforme.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gratis, nel tuo browser, in pochi minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/generatore-informativa-gps/" rel="noopener noreferrer"&gt;Crea l’informativa&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Leggi anche&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/regole-ue-controllo-lavoratori-2026/" rel="noopener noreferrer"&gt;Tra un anno i tuoi dipendenti sapranno cosa controlli. E tu?&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/bossware-sorveglianza-lavoro-altro-modo/" rel="noopener noreferrer"&gt;Il 42% di chi è sorvegliato al lavoro vuole andarsene. C’è un altro modo&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/gps-lavoratori-ue/" rel="noopener noreferrer"&gt;Guida: GPS lavoratori in UE&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/generatore-informativa-gps/" rel="noopener noreferrer"&gt;Genera l’informativa GPS&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/autorizzazione-gps-dipendenti-non-basta/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>gps</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Software gestionale e agevolazioni 2026: cosa rientra davvero</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:30:20 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/software-gestionale-e-agevolazioni-2026-cosa-rientra-davvero-5708</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/software-gestionale-e-agevolazioni-2026-cosa-rientra-davvero-5708</guid>
      <description>&lt;p&gt;È una domanda che ogni titolare, prima o poi, fa al commercialista: il software che voglio comprare me lo posso scaricare con le agevolazioni? Domanda legittima, e con l’iperammortamento 2026 torna di moda. La risposta, però, non è il sì o il no che molti si aspettano. È un dipende, e capire da cosa dipende ti evita sia una delusione sia, peggio, un’agevolazione che salta in fase di controllo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Partiamo dal fatto positivo. Dopo essere rimasto a lungo ai margini, il software è tornato tra i beni agevolabili: compare negli allegati della Legge di Bilancio 2026, quelli che hanno preso il posto delle vecchie liste di Industria 4.0. In linea di principio, quindi, un software può rientrare. Ma quel in linea di principio regge un peso enorme, ed è bene metterlo subito sul tavolo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La condizione che decide tutto è una parola: interconnessione. Un software è agevolabile se è interconnesso ai sistemi informativi aziendali, se dialoga in modo bidirezionale con la produzione o con i processi operativi. Un gestionale che scambia dati con il sistema di gestione della produzione, un software di logistica o di dispatching collegato al resto, rientra. Un programma che vive isolato, per quanto utile, no.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova GeoTapp gratis per 14 giorni&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nessuna carta di credito richiesta, inizia subito&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Inizia il trial gratuito →&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ed è qui che cadono le illusioni più comuni. I software gestionali standalone, quelli che non sono collegati ad alcun processo produttivo, restano fuori. Le fonti che hanno analizzato la misura citano esempi espliciti: un CRM scollegato dalla produzione, un programma di contabilità isolato, i classici applicativi da ufficio. Sono strumenti preziosissimi per lavorare, ma non per questo agevolabili. Utilità e agevolabilità sono due cose diverse, e confonderle è l’errore numero uno.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il caso del software in abbonamento
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C’è poi un nodo che riguarda da vicino il modo in cui oggi si compra il software, cioè l’abbonamento. Secondo le bozze del decreto attuativo, i programmi forniti in modalità SaaS, con un canone periodico, sarebbero esclusi dall’agevolazione, che resterebbe legata alle licenze tradizionali presenti negli allegati. È un punto ancora in bozza, non definitivo, e va riverificato alla pubblicazione del decreto. Ma è abbastanza serio da non poter essere ignorato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lo dico chiaro, anche perché ci riguarda. GeoTapp è un software in abbonamento. Allo stato attuale delle bozze, un SaaS a canone non rientrerebbe nell’iperammortamento, e raccontarti il contrario per venderti meglio lo strumento sarebbe disonesto. Prima di fare qualsiasi affermazione sul tuo caso specifico, l’unica cosa sensata è attendere il decreto attuativo definitivo e parlarne con il tuo commercialista.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F4-1-14.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F4-1-14.png" alt="Software gestionale agevolazioni" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Scegliere un software guardando solo se è agevolabile è come scegliere l’auto guardando solo il bollo. È un numero che conta, certo. Ma se poi l’auto non ti porta dove devi andare, hai risparmiato sulla cosa sbagliata.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  La domanda che viene prima del bonus
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ed eccoci al punto. La domanda giusta non è questo software è agevolabile, ma questo software mi fa smettere di perdere soldi? Perché il costo di una gestione approssimativa, le ore stimate male, i preventivi a naso, le contestazioni perse, lo paghi ogni mese, ci sia un incentivo o no. Quel costo è reale, e di solito è più alto di qualsiasi agevolazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp lo valuti su questo terreno, non su quello fiscale. Un tocco per iniziare, un tocco per finire, e di ogni giornata resta una traccia pulita e geolocalizzata: ore che tornano, preventivi su numeri veri, contestazioni che si chiudono con un dato. Se un domani il quadro delle agevolazioni dovesse aprirsi anche al SaaS, sarà un di più. La ragione per cui lo strumento conviene, però, sta già tutta nei conti di ogni mese.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, prima di chiedere al commercialista se è agevolabile, fai a te stesso la domanda che conta: quanto ti costa, ogni mese, non sapere quante ore lavora la tua squadra? Inizia a rispondere da &lt;a href="https://geotapp.com/it/products/geotapp-timetracker/" rel="noopener noreferrer"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/11/software-gestionale-agevolazioni-2026/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Decreto 25/2026: le nuove tabelle del costo del lavoro nelle pulizie</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:30:21 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/decreto-252026-le-nuove-tabelle-del-costo-del-lavoro-nelle-pulizie-3dl2</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/decreto-252026-le-nuove-tabelle-del-costo-del-lavoro-nelle-pulizie-3dl2</guid>
      <description>&lt;p&gt;C’è un documento, uscito dal Ministero del Lavoro a fine marzo 2026, che molti titolari di imprese di pulizie non hanno ancora aperto. Si chiama Decreto Direttoriale numero 25, porta la data del 30 marzo, e a prima vista sembra l’ennesima tabella ministeriale buona per gli uffici. In realtà tocca una cosa molto concreta: quanto, secondo lo Stato, costa un’ora di lavoro nel tuo settore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Partiamo dal nome, perché anche lì c’è un equivoco da chiarire. Lo si sente chiamare DM, decreto ministeriale, ma è un decreto direttoriale, firmato da un direttore generale del Ministero. Non è pignoleria: è un documento ricognitivo, aggiorna le tabelle del costo medio orario del lavoro per le imprese di pulizia, disinfestazione e servizi integrati, su base nazionale e provinciale, per operai e impiegati.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E perché le tabelle cambiano adesso? Perché recepiscono il rinnovo del contratto Multiservizi, sottoscritto a giugno 2025 e integrato poco dopo. Quel rinnovo distribuisce gli aumenti retributivi su una serie di scaglioni che si aprono tra il 2025 e il 2029. Tradotto: il costo di un’ora di lavoro non è più quello di un anno fa, e non lo sarà nemmeno tra qualche mese. Si muove, a tappe.&lt;/p&gt;

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&lt;p&gt;Qui arriva la parte che riguarda direttamente la tua azienda. Le tabelle non sono un esercizio statistico. Sono il riferimento con cui una stazione appaltante verifica se la tua offerta è sostenibile o se è un’offerta anomala, presentata sotto il costo reale del lavoro. Negli appalti, soprattutto pubblici, il costo del lavoro indicato deve reggere il confronto con quelle tabelle. Se non regge, l’offerta salta.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Cosa significa, in pratica, per te
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Significa due cose. La prima: i preventivi e le offerte vanno aggiornati con i valori nuovi, perché continuare con il costo orario dell’anno scorso vuol dire calcolare male, in un senso o nell’altro. La seconda, meno ovvia: le tabelle ti dicono quanto costa un’ora, ma non ti dicono quante ore serve il tuo cantiere. Quel numero lo conosci solo tu, e lo conosci bene solo se lo hai misurato, non se lo hai stimato a memoria.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il valore certo e il valore stimato
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;È un’asimmetria che vale la pena guardare in faccia. Da una parte hai un costo orario certo, scritto in un decreto, uguale per tutti. Dall’altra hai il monte ore del tuo servizio, che è la variabile su cui si gioca davvero il margine. Se il primo è preciso e il secondo è una stima a occhio, il tuo preventivo poggia metà su un dato e metà su una speranza. E in sede di verifica di congruità, la speranza non si difende.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F3-1-15.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F3-1-15.png" alt="Tabelle costo del lavoro" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Aggiornare il costo orario dalle tabelle e poi stimare le ore a naso è come pesare la merce con una bilancia di precisione e poi indovinare quante scatole hai in magazzino. Metà del conto è esatta. È l’altra metà che ti rovina il bilancio.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Misurare le ore, non immaginarle
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Quello che serve è semplice da dire: sapere quante ore ogni squadra lavora davvero, su ciascun cantiere, senza ricostruzioni a fine mese. Le ore devono legarsi al cantiere giusto nel momento in cui il lavoro viene svolto, così lo storico cresce da solo e, quando arriva una gara, i numeri sono già lì, pronti da difendere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È quello che fa GeoTapp. Con il geofencing il sistema riconosce che la squadra è arrivata sul cantiere e ne è ripartita, e lega le ore al posto giusto. Un tocco per iniziare, un tocco per finire. Il costo orario lo prendi dal Decreto 25, le ore le prendi dalla realtà, e finalmente il preventivo poggia su due dati certi invece che su uno solo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il Decreto 25 le tabelle le ha già aggiornate per te. La domanda che resta è solo tua: le ore che metti a base dei tuoi preventivi, le hai misurate o le hai immaginate? Se hai esitato, guarda &lt;a href="https://geotapp.com/it/settori/pulizie/" rel="noopener noreferrer"&gt;come tenere lo storico delle ore per cantiere&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/10/decreto-25-2026-tabelle-costo-lavoro/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>cleaning</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Il 42% di chi e’ sorvegliato al lavoro vuole andarsene. C’e’ un altro modo</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:30:20 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/il-42-di-chi-e-sorvegliato-al-lavoro-vuole-andarsene-ce-un-altro-modo-g24</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/il-42-di-chi-e-sorvegliato-al-lavoro-vuole-andarsene-ce-un-altro-modo-g24</guid>
      <description>&lt;p&gt;L’idea sembrava buona sulla carta. Metti un software che misura tutto, schermate, tasti, pause, posizione, e finalmente saprai chi rende e chi no, la produttività sale e i furbi vengono fuori. È il ragionamento che ha portato, secondo l’analisi più recente, il 78% delle aziende a installare qualche forma di sorveglianza sui propri dipendenti. Un’idea così diffusa che ormai non sembra nemmeno più un’idea, sembra normalità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Poi arrivano i numeri di cosa succede dopo, e la carta si accartoccia. I ricercatori dell’Arizona State University hanno studiato cosa fanno davvero le persone quando si sentono osservate di continuo, e la risposta è l’opposto di quello che il software prometteva: la produttività scende. Non per ripicca, per meccanica umana. Chi è sorvegliato rallenta, prende pause non previste, e soprattutto impara a recitare. Si chiama teatro della produttività: ore spese ad apparire occupati invece che a fare, click finti, schermate tenute aperte per ingannare il contatore, mouse che si muovono da soli grazie a un aggeggio comprato apposta. Lo studio parla di una quota enorme di tempo bruciata così, a sembrare invece che a essere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è un secondo dato, e questo fa ancora più rumore. Il 42% di chi lavora sotto sorveglianza pensa di andarsene entro l’anno. Quasi uno su due. Hai speso soldi in un sistema per controllare meglio le persone, e il risultato è che metà di loro sta già guardando gli annunci di lavoro. Se ti dicessi che esiste un investimento aziendale capace di abbassare la resa e far scappare il personale nello stesso colpo, lo firmeresti? Eppure è quello che il bossware fa di mestiere, e lo fa pure pagando un abbonamento mensile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vuoi uno strumento che prova il lavoro senza mettere nessuno sotto pedinamento? Aprilo oggi nel trial gratuito di 14 giorni.&lt;/p&gt;

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&lt;h2&gt;
  
  
  Perché la sorveglianza si ritorce contro chi la usa
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il punto che sfugge a chi compra questi sistemi è semplice, e lo conosce chiunque abbia avuto un capo che controllava ogni respiro. Quando una persona sente di non avere più margine, che ogni gesto è misurato e giudicato da una macchina, smette di dare il meglio e comincia a difendersi. La fiducia è il carburante del lavoro fatto bene, e la sorveglianza continua la brucia in fretta. Chi si sente trattato da sospetto, prima o poi si comporta da sospetto, e nel frattempo lavora peggio. È una profezia che si autoavvera: parti dall’idea che le persone ti freghino, le tratti di conseguenza, e finisci per insegnargli a fregarti davvero.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è anche un equivoco di fondo su cosa misurano davvero questi strumenti. Contano l’attività, non il risultato: tasti premuti, minuti davanti allo schermo, movimenti del mouse. Ma l’attività non è il lavoro. Una persona può passare otto ore a sembrare occupata e non concludere niente, e un’altra può risolvere il problema in venti minuti e poi prendersi un caffè. Il software premia la prima e punisce la seconda, che è esattamente il contrario di quello che vorresti. Stai pagando per il teatrino e penalizzando chi è bravo, e il bravo, che il teatrino non lo sa fare e non vuole impararlo, è anche il primo a togliere il disturbo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E non è solo questione di morale. Tutta quella raccolta indiscriminata di dati sui dipendenti, in Europa, è anche un problema legale bello grosso. Il GDPR chiede di trattare il minimo indispensabile, e un sistema che registra ogni tasto e ogni schermata di una persona per otto ore è l’esatto contrario del minimo. Le autorità garanti dei vari Paesi hanno già cominciato a sanzionare il monitoraggio eccessivo, e la nuova normativa europea sul lavoro va tutta nella direzione di stringere ancora. Insomma, il bossware non solo non funziona: ti mette pure nel mirino.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fbossware-sorveglianza-lavoro-altro-modo-sep.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fbossware-sorveglianza-lavoro-altro-modo-sep.png" alt="Telecamera di sorveglianza sopra un monitor in ufficio" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Dimostrare non è sorvegliare
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Qui di solito scatta l’obiezione, ed è legittima: va bene, ma allora come faccio a sapere che il lavoro è stato fatto davvero? Il cliente contesta, l’addetto giura di esserci stato, e senza uno straccio di prova è la parola dell’uno contro quella dell’altro. È un problema vero, e fingere che non esista sarebbe disonesto. Chi ha squadre sul campo lo vive ogni settimana: la telefonata del cliente che dice che non è venuto nessuno, e tu lì a sperare che qualcuno si ricordi com’è andata.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Solo che la risposta a quel problema non è la sorveglianza, è la prova. Sono due cose che vengono confuse di proposito da chi vende il bossware, ma in pratica sono agli antipodi. La sorveglianza tiene le persone sotto osservazione costante, raccoglie tutto, non si fida mai. La prova del lavoro fa un’altra cosa, molto più piccola e molto più utile: cattura il fatto, una volta, nel momento che conta. Un intervento iniziato lì, a quell’ora, da quella squadra, con una foto e una posizione registrate alla timbratura. Punto. In mezzo, nessuno guarda nessuno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La differenza la sentono tutti, da entrambe le parti. Per te cambia perché hai finalmente qualcosa di solido da mostrare al cliente che contesta, senza dover spiare nessuno per averlo. Per chi lavora cambia perché non si sente pedinato: timbra, lavora in pace, e quella stessa timbratura lo protegge se qualcuno mette in dubbio le sue ore. La prova del lavoro mette d’accordo titolare e addetto, cosa che la sorveglianza non è mai riuscita a fare e non riuscirà mai, perché parte dal presupposto opposto, che l’uno debba controllare l’altro. Difficile costruire fiducia su uno strumento che nasce dalla sfiducia.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  L’altro modo, in concreto
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;L’alternativa al bossware non è chiudere gli occhi e fidarsi e basta. È scegliere strumenti costruiti per provare, non per spiare. Un sistema che rileva la posizione solo all’inizio e alla fine del turno, con un tocco, e in mezzo non traccia niente, ti dà la certezza che ti serve senza creare quella montagna di dati che fa scappare le persone e ti espone alle sanzioni. Raccoglie il minimo, lo rende verificabile, e si toglie di mezzo. Niente schermate, niente conteggio dei tasti, niente mappa con i puntini: solo la prova che il lavoro è stato fatto, quando e dove.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp è nato proprio dalla parte giusta di questa linea: una foto e la posizione solo alla timbratura, niente pedinamento durante la giornata. La prova del lavoro resta, la sorveglianza no, e con lei se ne vanno il teatrino della produttività e la voglia di scappare. Mentre il 78% delle aziende investe in sistemi che il 42% dei dipendenti odia, c’è un altro modo, costa anche meno nervi, e ha il vantaggio non da poco di tenerti dentro la legge invece che a un passo dalla multa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, alla fine, la domanda è secca: misuri il teatro o provi il lavoro? La risposta la legge il morale della tua squadra parecchio prima di leggerla tu.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova il lavoro senza sorvegliare nessuno. Guarda come, sul tuo team.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;14 giorni, nessuna carta di credito.&lt;/p&gt;

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&lt;p&gt;Leggi anche&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/regole-ue-controllo-lavoratori-2026/" rel="noopener noreferrer"&gt;Tra un anno i tuoi dipendenti sapranno cosa controlli. E tu?&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/autorizzazione-gps-dipendenti-non-basta/" rel="noopener noreferrer"&gt;Hai l’autorizzazione per il GPS sui dipendenti? Non basta&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/gps-lavoratori-ue/" rel="noopener noreferrer"&gt;Guida: GPS lavoratori in UE&lt;/a&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/generatore-informativa-gps/" rel="noopener noreferrer"&gt;Genera l’informativa GPS&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/17/bossware-sorveglianza-lavoro-altro-modo/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>productivity</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>GPS sui furgoni: prima l’accordo sindacale, poi il dispositivo</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:30:19 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/gps-sui-furgoni-prima-laccordo-sindacale-poi-il-dispositivo-44ho</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/gps-sui-furgoni-prima-laccordo-sindacale-poi-il-dispositivo-44ho</guid>
      <description>&lt;p&gt;Il furgone nuovo arriva con il GPS già di serie, oppure lo monti tu in mezza giornata. È un attimo. Si attiva, compare la mappa, e da quel momento sai dove sono i mezzi. Tutto questo richiede meno tempo di una pausa caffè, e proprio questa rapidità è il problema: la parte tecnica è velocissima, la parte legale che dovrebbe venire prima viene saltata, e quasi nessuno se ne accorge finché non è troppo tardi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Perché c’è un ordine corretto delle cose, e quasi tutti lo invertono. Il GPS su un mezzo aziendale è uno strumento da cui può derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, e questo lo fa ricadere sotto l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. La norma non vieta il GPS. Dice una cosa diversa: che prima di installarlo serve un passaggio, e quel passaggio non è facoltativo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il passaggio è un accordo con le rappresentanze sindacali, le RSA o la RSU. Se in azienda non esistono rappresentanze, o se l’accordo non si raggiunge, la strada è l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. In un caso o nell’altro, l’autorizzazione a monte. Prima il via libera, poi il dispositivo. Non il contrario.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova GeoTapp gratis per 14 giorni&lt;/p&gt;

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&lt;p&gt;Cosa succede se inverti l’ordine? Il GPS resta lì, attaccato al furgone, funzionante, e completamente inutilizzabile. Perché i dati raccolti da uno strumento installato senza il passaggio dell’articolo 4 sono dati raccolti illegittimamente, e in una contestazione, davanti a un giudice o al Garante, non valgono niente. Hai speso, hai installato, e hai in mano una prova che non puoi usare. È la forma più costosa di non avere alcun sistema.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Non è solo l’articolo 4
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;L’accordo sindacale o l’autorizzazione sono il primo strato, non l’unico. Sopra c’è il GDPR, e chiede altre cose concrete: i lavoratori vanno informati con chiarezza su cosa registra il sistema, perché e per quanto tempo i dati restano. Nella maggior parte dei casi serve una valutazione d’impatto, la DPIA, perché un monitoraggio sistematico della posizione è proprio il tipo di trattamento per cui quella valutazione esiste. Sono adempimenti, sì, ma sono anche quello che rende il tuo GPS uno strumento solido invece che una scommessa.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  L’errore a monte: lo strumento sbagliato
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C’è poi un errore che viene ancora prima dell’ordine delle cose, ed è la scelta del dispositivo. Tanti comprano un localizzatore che registra ogni spostamento, di continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro. Si ritrovano una montagna di dati che non serve a niente e che, in fase di controllo, diventa il capo d’accusa. Più registri senza motivo, più sei esposto. Il principio che regge tutto è la minimizzazione: si raccoglie solo ciò che serve allo scopo dichiarato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F2-1-22.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F05%2F2-1-22.png" alt="Gps furgoni accordo sindacale" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Installare il GPS e poi pensare all’autorizzazione è come costruire la casa e poi andare a chiedere il permesso di costruire. A volte fila liscio. Quando non fila, non discutono il colore delle pareti, ti chiedono di abbattere il muro.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Tracciare il lavoro, non pedinare la persona
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;L’approccio sensato ribalta l’abitudine. Non registrare tutto e poi filtrare, ma raccogliere solo ciò che serve a far funzionare il lavoro. È la logica del geofencing: il sistema si accorge che la squadra è arrivata sul sito del cliente e che ne è ripartita, ti dà l’intervento documentato, e fuori da quei confini non insegue nessuno. Ottieni una prova del lavoro svolto, non il diario dei movimenti di una persona.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp è costruito così. La geolocalizzazione è legata all’inizio e alla fine dell’intervento, non a un filo che segue il dipendente tutta la giornata. Resta comunque a te, prima, fare il passaggio dell’articolo 4: l’accordo o l’autorizzazione vengono prima di qualsiasi strumento, sempre. Ma con lo strumento giusto, ciò che raccogli è esattamente ciò che ti serve, e niente di ciò che ti incrimina.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi, prima di attivare il prossimo GPS: hai già fatto il passaggio dell’articolo 4, o conti di pensarci dopo? Se la risposta è dopo, fermati un attimo, e intanto guarda &lt;a href="https://geotapp.com/it/settori/installatori/" rel="noopener noreferrer"&gt;come GeoTapp gestisce la geolocalizzazione sul campo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/09/gps-furgoni-accordo-sindacale-itl/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>gps</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Stessa Europa, regole diverse: ora sai cosa serve per il GPS dei lavoratori, Paese per Paese</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:30:15 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/stessa-europa-regole-diverse-ora-sai-cosa-serve-per-il-gps-dei-lavoratori-paese-per-paese-5h3a</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/stessa-europa-regole-diverse-ora-sai-cosa-serve-per-il-gps-dei-lavoratori-paese-per-paese-5h3a</guid>
      <description>&lt;p&gt;Hai una ditta di pulizie e mandi tre persone a fare le pulizie di fine cantiere a Monaco. Hai un’impresa di installazioni e la squadra parte per la Francia. Hai una società di vigilanza e i tuoi addetti coprono un evento in Spagna. In tutti e tre i casi vuoi sapere dove sono, a che ora hanno iniziato, che il lavoro sia stato fatto. Normale. E dai per scontato che le regole su come puoi tracciarli siano quelle che conosci da casa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Non lo sono. Ogni Stato europeo ha le sue regole sul monitoraggio dei lavoratori, e valgono dove si svolge il lavoro, non dove hai la sede legale. Un’azienda italiana con una squadra in trasferta in Germania segue le regole tedesche. Sembra un dettaglio da avvocati, finché non arriva una contestazione o una multa.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Stessa Europa, regole diverse
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Partono tutti dal GDPR, il regolamento europeo. Ma poi ognuno ci aggiunge il suo strato nazionale, e gli strati cambiano parecchio. In Italia c’è l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, che impone un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato prima di installare strumenti da cui può derivare un controllo a distanza. In Germania, prima ancora di accendere il sistema, serve l’accordo con il consiglio aziendale: senza, non parti proprio. In Francia comanda la CNIL, che pretende proporzionalità e informazione preventiva. In Spagna l’AEPD applica la LOPDGDD, con il suo articolo 90 dedicato proprio alla geolocalizzazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E le sanzioni non sono uguali. In alcuni Paesi una violazione vale qualche migliaio di euro, in altri si sale in fretta. In Spagna una società è stata multata per aver geolocalizzato i dipendenti senza una base e un’informativa adeguate. La forbice, tra il caso lieve e quello grave, va dalle poche migliaia di euro fino a cifre che mettono paura a chiunque gestisca operativi sul campo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il problema, fino a oggi, è che da nessuna parte trovavi tutto questo messo in fila, confrontabile, e soprattutto verificato alla fonte. Cerchi su Google e ottieni mille pagine: una per legge, una per Paese, spesso datate, a volte tradotte con i piedi. Per chi manda squadre in giro per l’Europa è un labirinto. Così abbiamo costruito quello che mancava, e lo abbiamo lasciato gratis.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Tre strumenti, una sola domanda: cosa serve davvero, dove lavoro io
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il primo è la guida &lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/gps-lavoratori-ue/" rel="noopener noreferrer"&gt;GPS sui lavoratori in UE&lt;/a&gt;. Scegli il Paese e ottieni il dossier completo: cosa serve per essere in regola, con la distinzione tra ciò che è obbligatorio, ciò che dipende dai casi e ciò che non serve; la procedura passo passo; a chi rivolgerti, con i contatti veri dell’autorità competente; il modello di informativa da scaricare; la sanzione massima con un caso reale citato; e le fonti primarie, così puoi verificare tu stesso. Trentanove Paesi europei, ognuno controllato a mano, non generato a caso. Se mandi una squadra in Romania o in Norvegia, in due minuti sai cosa preparare prima di partire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il secondo è il &lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/sanzioni-gps/" rel="noopener noreferrer"&gt;calcolatore delle sanzioni&lt;/a&gt;. Scegli il Paese, vedi la multa massima realmente comminata con il caso da cui arriva, spunti gli adempimenti che hai già in ordine, e lo strumento ti dice a quanto sei esposto in base a quelli che ti mancano. Niente cifre inventate: gli importi e i casi vengono dai dossier verificati. È il modo più rapido per capire se stai rischiando senza accorgertene.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il terzo è l’&lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/indice-sorveglianza/" rel="noopener noreferrer"&gt;Indice della sorveglianza sul lavoro in Europa&lt;/a&gt;: la classifica dei 39 Paesi per quanto è stringente il quadro normativo. La calcoliamo in modo trasparente, contando quanti adempimenti sul monitoraggio sono obbligatori in ciascun Paese. Perché una cosa è sapere le regole di uno Stato, un’altra è capire, prima di accettare una commessa all’estero, dove ti conviene muoverti con più cautela.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Verificato, gratuito, e si può citare
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ogni dato di queste pagine è stato raccolto e verificato da noi alla fonte primaria. Sono strumenti liberi: puoi consultarli, usarli e citarli, basta indicare la fonte con un link. Li teniamo aggiornati, perché le norme cambiano e una guida vecchia è peggio di nessuna guida.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Perché lo abbiamo fatto, detto onesto
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;GeoTapp registra la posizione solo alla timbratura, in entrata e in uscita, non in modo continuo durante la giornata. La nostra idea di fondo è la prova del lavoro svolto, non la sorveglianza addosso alle persone. E uno strumento che ti spiega, Paese per Paese, come mettere a norma il monitoraggio senza esagerare è esattamente nello spirito di chi pensa che il controllo debba avere un limite, una regola e una ragione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Li trovi tutti raccolti nell’hub &lt;a href="https://geotapp.com/it/risorse/" rel="noopener noreferrer"&gt;Risorse&lt;/a&gt;, insieme al calcolatore del ritorno sull’investimento e al sondaggio sulla prova del lavoro. Gratuiti, aggiornati, e fatti per chi il lavoro sul campo lo organizza davvero.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/16/strumenti-gps-lavoratori-europa-paese-per-paese/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>gps</category>
      <category>geotapp</category>
    </item>
    <item>
      <title>Garante, 50.000 € per il GPS sui dipendenti: cosa sbagliare</title>
      <dc:creator>Michele GeoTapp</dc:creator>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:30:17 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/geotapp/garante-50000-eu-per-il-gps-sui-dipendenti-cosa-sbagliare-m3i</link>
      <guid>https://dev.to/geotapp/garante-50000-eu-per-il-gps-sui-dipendenti-cosa-sbagliare-m3i</guid>
      <description>&lt;p&gt;Cinquantamila euro non sono il prezzo del GPS. Sono il prezzo di averlo tenuto acceso anche quando il furgone era fermo davanti a casa del dipendente, di notte, a motore spento, mentre il sistema continuava a registrare posizione, chilometri e velocità di una persona che aveva finito il turno da tre ore. Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una società per cinquanta dipendenti tracciati così, di continuo, oltre ogni limite ragionevole, e la cifra fa rumore proprio perché tante aziende sul campo hanno in tasca lo stesso identico errore senza saperlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il provvedimento (n. 7/2025, del 21 marzo 2025) non dice che il GPS è vietato. Dice un’altra cosa, più scomoda da digerire per chi ha squadre in giro: il modo in cui lo stai usando ti espone, e probabilmente non te ne sei accorto perché “lo fanno tutti”. L’azienda colpita raccoglieva troppo, conservava troppo a lungo, e raccontava troppo poco a chi guidava quei mezzi. Tre buchi che messi insieme trasformano uno strumento legittimo in una sorveglianza che la legge non tollera.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Cosa ha sbagliato davvero quella società
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il primo errore è l’informativa inadeguata. I dipendenti non sapevano in modo chiaro che il sistema li seguiva passo passo, con quali finalità e per quanto tempo, e mancavano persino gli adesivi obbligatori con il simbolo della geolocalizzazione che dovrebbero stare sul veicolo, lì, visibili, a dire a chi sale che quel mezzo registra dove va. Sembra un dettaglio burocratico. Non lo è: è la differenza tra trattare le persone in modo trasparente e seguirle di nascosto, e il Garante quella differenza la pesa eccome.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il secondo errore è la raccolta eccessiva. Il sistema non prendeva solo dove si trovava il mezzo quando serviva: macinava chilometri percorsi, velocità, momento di accensione, un flusso continuo di dati che andava ben oltre lo scopo dichiarato. Se ti basta sapere che la squadra è arrivata sul cantiere alle otto, non hai bisogno di sapere a che velocità ci è andata, né dove ha fatto benzina, né a che ora ha spento il motore sotto casa. Ogni dato in più che raccogli senza una ragione precisa è un dato che dovrai giustificare, e che intanto pesa come un rischio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il terzo errore è la conservazione. Quei dati restavano archiviati oltre i centottanta giorni, ben più del necessario, accumulati mese dopo mese a formare un diario di vita di cinquanta persone che nessuno aveva ragione di custodire così a lungo. Tenere tutto “non si sa mai” non è prudenza, è esposizione. Più conservi, più sei responsabile di ciò che conservi, e più diventi appetibile per un controllo o per un attacco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Stai conservando mesi di posizioni che non ti servono, solo perché “non si sa mai”?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è un modo di registrare la presenza che raccoglie il minimo e basta. Nessuna carta di credito, inizi in 2 minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Inizia la prova gratuita&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  La Cassazione rincara, e tocca proprio te che decidi
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Se pensavi che la questione si chiudesse con una multa isolata, la Cassazione nel 2026 è tornata sul punto con due pronunce che dovrebbero interessare chi firma le decisioni in azienda. Con la sentenza n. 9374/2026, del 14 aprile, e con la n. 3462/2026, i giudici sono tornati sulla qualificazione del titolare del trattamento e sull’obbligo di notificazione al Garante per i sistemi di geolocalizzazione. Tradotto per chi ha un’impresa e non uno studio legale: non puoi installare la scatoletta GPS sui mezzi, accenderla e dimenticartene, perché la responsabilità ha un nome e un cognome, ed è quello di chi ha deciso di tracciare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È qui che molti titolari si bloccano e pensano la cosa sbagliata: “allora meglio non tracciare niente, troppo rischio”. Ma rinunciare alla prova di dove e quando ha lavorato la squadra significa tornare ai rapportini a penna, alle dispute infinite sul “ho fatto otto ore” contro “il cliente dice che sei arrivato alle dieci”, al tempo perso a ricostruire turni che nessuno ricorda. La lezione del Garante non è “smetti di tracciare”. È molto più precisa, e una volta che la afferri ti semplifica la vita invece di complicartela.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La lezione è questa: traccia il giusto, dichiaralo, conservalo poco. Raccogli solo il dato che ti serve davvero per lo scopo che hai, dillo in modo chiaro alle persone con un’informativa vera e gli adesivi al posto giusto, e cancella quando non ti serve più. Tre regole semplici che la società sanzionata ha mancato tutte e tre, e che chi le rispetta non perde notti a chiedersi se domani arriva una lettera.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fgarante-gps-tracker-documento-privacy.png" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fgeotapp.com%2Fblog%2Fwp-content%2Fuploads%2F2026%2F06%2Fgarante-gps-tracker-documento-privacy.png" alt="Piccolo tracker GPS nero su un foglio bianco accanto a una penna, luce soffusa da finestra" width="800" height="457"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Sorveglianza e prova del lavoro non sono la stessa cosa
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C’è una distanza enorme tra seguire una persona tutto il giorno e sapere che è arrivata sul posto a un certo orario. La prima è sorveglianza: un flusso continuo che dice dove sei sempre, anche quando non riguarda il lavoro. La seconda è prova del lavoro: un punto solo, quello che serve, nel momento che conta. Il caso sanzionato sta tutto dalla parte della sorveglianza, ed è proprio quella parte che la legge guarda con sospetto e il Garante punisce.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La buona notizia è che per gestire una squadra sul campo non hai bisogno della sorveglianza. Hai bisogno della prova: una registrazione automatica, geo-riferita e con l’orario certo, che il dipendente era in quel punto in quel momento, e niente di più. Non dove è passato prima, non a che velocità, non dove ha parcheggiato a fine giornata. Solo il fatto rilevante, registrato una volta sola, conservato il tempo necessario e poi via.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È esattamente il principio con cui è stato costruito &lt;a href="https://geotapp.com/it/products/geotapp-timetracker/" rel="noopener noreferrer"&gt;GeoTapp TimeTracker&lt;/a&gt;: lo strumento registra la posizione solo alla timbratura, nel momento in cui la persona apre il turno o lo chiude, e non un secondo di più. Nessun tracciamento continuo, nessun pedinamento del mezzo, nessun diario di chilometri e velocità. L’opposto preciso del caso da cinquantamila euro: dove quella società raccoglieva tutto sempre, l’applicazione raccoglie un punto quando serve. Se vuoi capire nel dettaglio cosa puoi fare e cosa no con la geolocalizzazione dei dipendenti sotto il GDPR, la &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2025/11/20/geolocalizzazione-dipendenti-gdpr-guida-legale/" rel="noopener noreferrer"&gt;guida legale completa&lt;/a&gt; ti accompagna passo passo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E allora la domanda da farsi non è se puoi usare il GPS, ma cosa ne fai davvero. Stai raccogliendo la prova che ti serve, o un diario di vita dei tuoi dipendenti che un giorno dovrai giustificare? Raccontami nei commenti come gestisci oggi la presenza delle tue squadre, e dove senti che il tuo sistema attuale ti espone.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se vuoi vedere con i tuoi occhi la differenza tra sorvegliare e dimostrare, provala sul campo con la tua squadra.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Registra il punto solo alla timbratura, raccogli il minimo, dormi tranquillo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Prova GeoTapp TimeTracker senza impegno, nessuna carta di credito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href="https://geotapp.com/it/trial/" rel="noopener noreferrer"&gt;Inizia la prova gratuita&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://geotapp.com/blog/2026/06/08/garante-multa-50000-euro-gps-dipendenti/" rel="noopener noreferrer"&gt;geotapp.com/blog&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>geotapp</category>
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