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    <title>DEV Community: Luigi Ippolito</title>
    <description>The latest articles on DEV Community by Luigi Ippolito (@luigiippolito).</description>
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      <title>DEV Community: Luigi Ippolito</title>
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    <language>en</language>
    <item>
      <title>Gossip diplomatico</title>
      <dc:creator>Luigi Ippolito</dc:creator>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:58:30 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/luigiippolito/gossip-diplomatico-4h22</link>
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      <description>&lt;p&gt;Il Presidente Trump, quel mattino, si svegliò con un'idea geniale. L'aveva avuta nel sonno, tra un tweet e un altro, mentre sognava di essere un hamburger gigante che rotolava giù per una collina di dollari d'oro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Meloni! — gridò, ancora in pigiama con le paperelle. — Dobbiamo fare la Remigrazione!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Giorgia Meloni, che si trovava a Washington per una cena di Stato, alzò lo sguardo dal suo piatto di carbonara (che aveva portato da Roma in valigia diplomatica, perché non si fida della cucina americana da quando un cuomo le servì degli spaghetti con il ketchup).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Scusi, Presidente, ma non capisco. Remigrazione?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Sì! — esclamò Trump, battendo le mani come un bambino che ha appena scoperto che le nuvole sono fatte di zucchero filato. — È semplice! Tutti quelli che sono emigrati dall'Italia negli anni Cinquanta, noi li rimandiamo indietro. E tutti quelli che sono emigrati dall'America all'Italia, tipo quel tipo che fa la pizza a Napoli, noi lo rimandiamo qui. È un'operazione di scambio! Come i Pokemon, ma con le persone!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Meloni ci pensò su per un attimo, masticando una forchettata di carbonara. Poi disse:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Presidente, lei sa che i miei nonni sono emigrati in Venezuela?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trump la guardò con occhi lucidi di entusiasmo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Perfetto! Allora li rimandiamo in Venezuela, poi dal Venezuela li rimandiamo in Italia, e dall'Italia li rimandiamo qui! È un giro turistico! Pagato dal governo! Io lo chiamo "Remigrazione Circolare Premium"!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Ma Presidente — obiettò Meloni, che intanto aveva finito la carbonara e stava iniziando a guardare con sospetto il tiramisù —, miei nonni sono morti nel 1987.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trump non si scompose.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Ancora meglio! I morti non mangiano, non lavorano, non protestano! Sono i migranti perfetti! Possiamo rimandarli ovunque e non si lamentano! Ho già chiesto a Elon di costruire un razzo per la "Remigrazione Postuma Interplanetaria". Primo stop: Marte. Poi, se Marte non piace, Saturno. Ci sono degli anelli molto fashion.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Meloni, che in politica aveva visto di tutto ma non ancora un presidente che voleva deportare i defunti, decise di giocare d'attacco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Senta, Presidente, ma lei sa che in Italia abbiamo già un programma simile? Si chiama "Remigra tutti, tranne il gatto".&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trump sgranò gli occhi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Il gatto?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Sì. Il gatto resta. È una legge costituzionale italiana, approvata nel 1848 durante le Cinque Giornate di Milano. Un gatto randagio, Grattofelix, salvò un generale austriaco cadendo su di lui da un balcone. Da allora, nessun gatto può essere remigrato, deportato, o anche solo spostato da un divano all'altro senza il suo consenso scritto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trump era estasiato. Prese il telefono e twittò: "I gatti italiani hanno più diritti dei democratici! VERGOGNA! Ma anche BELLO! Sto pensando di adottare un gatto. Lo chiamerò "Tariffa". #Remigrazione #GattiMiglioriDiBiden".&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Poi si rivolse a Meloni con un'aria da cospiratore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Senta, Presidente del Consiglio, io ho un'altra idea. E se facessimo la "Remigrazione Affettiva"?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— La cosa?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Semplice! Tu rimandi in Italia tutti gli americani che amano troppo l'Italia. Tipo quelli che dicono "ciao bella" al barista, che ordinano il "latte macchiato" alle otto di sera, che indossano la maglietta della Ferrari per andare a prendere il caffè. E io rimando in America tutti gli italiani che amano troppo l'America. Tipo quelli che hanno un poster di Marilyn Monroe in bagno, che dicono "oh my god" quando il caffè è troppo caldo, e che credono che New York sia la capitale della California.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Meloni ci pensò su. Poi disse:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Presidente, se facciamo così, in Italia restano solo io e mia madre. E mia madre non vota.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Perfetto! — esultò Trump. — Allora vince lei sempre! È la democrazia perfetta! Io la chiamo "Democrazia Remigrata". Nessun oppositore, nessun giornale che critica, nessun magistrato che indaga! Solo lei, sua madre, e il gatto che non può essere spostato!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A quel punto entrò nella stanza un consigliere di Trump, pallido in volto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Signor Presidente, c'è un problema.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Quale? I canadesi si sono arresi?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— No, signore. È che abbiamo fatto i conti. Se remigriamo tutti come dice lei, il bilancio federale... beh, costerebbe circa quattordici volte il PIL del mondo intero.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Trump lo guardò con compassione, come si guarda un bambino che non ha ancora capito come funzionano le cose.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Ma lei non capisce. Noi non paghiamo. Diciamo che è un prestito. Un prestito a tasso zero. Per cinquant'anni. E poi, tra cinquant'anni, facciamo la "Remigrazione del Debito". Mandiamo il debito in un altro paese. Tipo la Groenlandia. Anche se non è nostra. Ma se lo è, dopo che lo compriamo. Con il debito stesso. È finanza creativa!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il consigliere svenne.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Meloni, che nel frattempo aveva trovato il coraggio di assaggiare il tiramisù americano e l'aveva trovato orribile, si alzò e disse:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Presidente, io devo andare. Ho un vertice G7. Ci sono dei leader che vogliono discutere di cose serie, tipo il clima, la guerra, l'economia...&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;— Il clima! — gridò Trump. — Anche quello lo sistemo con la Remigrazione! Mandiamo il clima cattivo in un altro pianeta! Ho già detto a Elon di preparare un razzo per la "Remigrazione Climatica"! Primo carico: trenta gradi di troppo. Destinazione: Plutone. Non è più un pianeta, quindi non può lamentarsi!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Meloni uscì dalla stanza, scuotendo la testa. Nel corridoio incontrò un gatto randagio, seduto su una statua di Washington. Il gatto la guardò con occhi gialli e sornioni, come a dire: "Io resto. È la legge del 1848."&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E così, mentre Trump rimaneva nella sua stanza a disegnare piani di remigrazione su tovaglioli di carta dorata, Meloni tornò in Italia, dove almeno i gatti sanno chi comando, e la carbonara non ha il ketchup.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fine&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nota dell'autore: Qualsiasi rassomiglianza con fatti reali è puramente casuale, o forse no. I gatti, comunque, restano.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>economia</category>
      <category>politica</category>
    </item>
    <item>
      <title>Il Ronin delle probabilità</title>
      <dc:creator>Luigi Ippolito</dc:creator>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 10:07:47 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/luigiippolito/il-ronin-delle-probabilita-13o7</link>
      <guid>https://dev.to/luigiippolito/il-ronin-delle-probabilita-13o7</guid>
      <description>&lt;h2&gt;
  
  
  Canto I — Il Giuramento dello Skin in the Game
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Udite, o figli del Mercato e del Caso,la gesta di Nassim, ronin senza padrone,che non pregò mai davanti all'Altare della Campana,&lt;br&gt;
né baciò l'anello del Sacerdote della Gaussiana.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nato sotto il cedro del Libano antico,ventiquattro lingue nel petto come spade,ventiquattro modi di dire «idiota» a chi predice il futuro con modelli che non ha mai scommesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Non mi inchinerò!» gridò davanti al Tempio di Davos, dove i Nome-Droppers si stringono la mano nel vuoto, dove i banchieri vendono certezze a rate senza mai metterci un dollaro della propria pelle.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E scrisse sulla porta del Tempio, col gesso nero:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;«Chi non rischia, non capisce. Chi non capisce, non parli.»&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Canto II — La Caduta dei Cigni Neri
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ventimila giorni passò tra i mercati di New York,ventimila volte vide la Campana mentire,&lt;br&gt;
ventimila volte i «grandi esperti» prometterono:&lt;br&gt;
«Mai più crolli. Mai più guerre. Mai più peste.»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E Nassim rise, perché aveva letto i libri dimenticati,quelli che parlano di cigni neri che cadono dal cielo come meteoriti su città che si credevano eternalmente al sicuro,su banche che si credevano eternalmente troppo grandi per morire.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vendette opzioni quando tutti compravano sogni,&lt;br&gt;
comprò il caos quando tutti vendevano ordine, e quando il mondo tremò nel Due Mila e Otto,&lt;br&gt;
Nassim era già seduto sulle sue montagne di Libano,a bere vino e a scrivere maledizioni contro i Premi Nobel.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Summers!» gridò. «Krugman! Stiglitz! Scholes!&lt;br&gt;
Voi che avete premi d'oro e pelle di carta, voi che avete distrutto il mondo con le vostre formule&lt;br&gt;
e poi avete chiesto scusa con un editoriale sul New York Times!»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E gettò i loro libri nel fuoco del camino, e il fuoco arse più forte del solito, perché quelle pagine erano piene di numeri&lt;br&gt;
ma vuote di &lt;em&gt;skin in the game&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Canto III — L'Esilio Volontario
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Ma Nassim non era un eroe del popolo, perché il popolo ama i profeti che dicono «tutto andrà bene», e Nassim diceva sempre: «Tutto crollerà, e presto.»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Così lasciò Wall Street come un ronin lascia il castello:&lt;br&gt;
senza rimpianti, senza lettere d'addio, con solo la sua spada (un MacBook Air) e il suo codice (scritto in un linguaggio che lui solo capiva).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Andò a vivere su una montagna, tra i cedri, dove internet arriva a fatica e il silenzio è legge.&lt;br&gt;
Lì scrisse &lt;em&gt;Antifragile&lt;/em&gt;, lì inventò la parola per dire: «Non solo resistere al caos, ma crescerne.»&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E definì l'antifragilità così:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;«Come il fuoco che diventa più forte se gli soffi sopra, come il muscolo che cresce se lo strappi,&lt;br&gt;
così l'uomo vero non teme il disordine — lo cavalca, lo doma, lo trasforma in potenza.»&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Canto IV — La Regola d'Argento
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;E inventò una legge nuova, più antica di Mosè: la Regola d'Argento, sorella minore dell'Oro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;«Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te»&lt;br&gt;
— non per carità, non per amore del prossimo, ma per puro calcolo, per pura sopravvivenza:&lt;br&gt;
perché chi tradisce il prossimo, prima o poi viene scoperto, e il mercato, come il karma, non perdona mai.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E scrisse sui muri di Twitter, con inchiostro di veleno:&lt;br&gt;
&lt;em&gt;«L'Intellectual Yet Idiot — l'Intellettuale Idiota —&lt;br&gt;
è colui che ha letto mille libri e non ha mai sbagliato niente,&lt;br&gt;
perché non ha mai rischiato niente.&lt;br&gt;
È colui che ti spiega come si fa il pane senza aver mai messo le mani nella farina.»&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E gli accademici si arrabbiarono, e i giornalisti si arrabbiarono,&lt;br&gt;
e i politici si arrabbiarono, e i banchieri si arrabbiarono.&lt;br&gt;
Ma Nassim rise, perché un ronin non teme la collera dei clan —&lt;br&gt;
teme solo di perdere il proprio codice, la propria onore.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Canto V — La Fine del Ronin
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Non morirà Nassim in un letto d'ospedale, non sarà sepolto sotto una lapide di marmo, con un epitaffio scritto da un comitato di storici.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Morirà, se morirà, in battaglia —&lt;br&gt;
contro un nuovo modello statistico, contro un nuovo Premio Nobel che promette certezze, contro un nuovo virus che i «grandi esperti» non avevano previsto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E sul suo petto, invece di una medaglia, ci sarà una call option scaduta in-the-money, e sulla sua bocca, invece di un ultimo respiro, un'ultima maledizione contro chi predice l'imprevedibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma forse non morirà affatto.&lt;br&gt;
Forse diventerà leggenda, come Musashi, il più grande ronin del Giappone, che non servì mai un padrone e morì solo dopo aver scritto&lt;br&gt;
&lt;em&gt;Il Libro dei Cinque Anelli&lt;/em&gt;&lt;br&gt;
— un manuale di guerra&lt;br&gt;
per chi non ha più niente da perdere ma ha ancora tutto da insegnare.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Epilogo — Per chi legge oggi
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;O tu che leggi queste rime in un mondo di cigni bianchi,ricorda: il ronin non è un eroe romantico.&lt;br&gt;
È solo un uomo che ha capito&lt;br&gt;
che la fedeltà è una trappola,&lt;br&gt;
che la previsione è una menzogna,&lt;br&gt;
che la pelle in gioco è l'unica verità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E se un giorno ti diranno:&lt;br&gt;
«Tutto è sotto controllo. Tutto è calcolato. Tutto è sicuro.»&lt;br&gt;
— pensa a Nassim, sulle sue montagne, che beve vino e aspetta il prossimo cigno nero, pronto a guadagnare dal caos, pronto a ridere degli idioti, pronto a morire da ronin, libero come solo chi non ha padrone può essere libero.&lt;/p&gt;

</description>
      <category>politica</category>
      <category>economia</category>
    </item>
    <item>
      <title>I cicli di Kondratiev</title>
      <dc:creator>Luigi Ippolito</dc:creator>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:41:14 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/luigiippolito/i-cicli-di-kondratiev-i7m</link>
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      <description>&lt;p&gt;La correlazione tra i cicli di Kondratiev e il prezzo del petrolio non è un accessorio della teoria: è, per molti versi, il suo &lt;strong&gt;nucleo empirico originario&lt;/strong&gt;. Kondratiev non partì dall'analisi della produzione industriale, ma dagli &lt;strong&gt;indici dei prezzi delle materie prime&lt;/strong&gt; — e il petrolio, dal secondo dopoguerra in poi, divenne la materia prima per eccellenza.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Il petrolio come termometro delle onde lunghe
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Kondratiev, nei suoi studi degli anni '20, esaminò serie storiche di prezzi per Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti dal tardo Settecento al 1920. Identificò tre onde complete, ciascuna caratterizzata da un &lt;strong&gt;andamento inverso tra prezzi e tassi d'interesse&lt;/strong&gt;: nella fase ascendente, i prezzi salgono e i tassi scendono; nella discendente, i prezzi crollano e i tassi risalgono. Questa dinamica prezzi-interessi era per lui la firma statistica del ciclo, più che la produzione reale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma il petrolio, come bene, ha una storia particolare. Fino alla prima metà del Novecento non era ancora la fonte energetica dominante: il carbone guidò la prima e la seconda rivoluzione industriale. Il petrolio divenne centrale solo con il &lt;strong&gt;quarto ciclo kondratieviano&lt;/strong&gt; (1940-1990), quello dell'automobile, della produzione di massa e della suburbanizzazione americana. Da quel momento, il prezzo del greggio smise di essere un indicatore generico per diventare il &lt;strong&gt;barometro del paradigma tecnologico dominante&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Le super-cicli del petrolio: evidenze empiriche
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La letteratura economica ha confermato l'esistenza di &lt;strong&gt;super-cicli nei prezzi del petrolio&lt;/strong&gt; con durata compatibile con le onde kondratieviane. Zellou e Cuddington, usando filtri passa-banda asimmetrici, hanno identificato tre super-cicli nel prezzo reale del greggio dal 1861 a oggi:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;SC1: 1861-1884&lt;/strong&gt; — L'era delle prime raffinerie, quando il petrolio era ancora una nicchia (illuminazione a cherosene).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;SC2: 1966-1996&lt;/strong&gt; — L'ascesa dell'OPEC, i due shock petroliferi degli anni '70, il crollo del 1986.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;SC3: 1996-oggi&lt;/strong&gt; — Dalla crisi asiatica al boom cinese, dal picco del 2008 al crollo pandemico del 2020.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Questi super-cicli non sono perfettamente sincronizzati con le onde kondratieviane "canoniche" (50-60 anni), ma mostrano una &lt;strong&gt;coerenza tematica&lt;/strong&gt; forte: ogni super-ciclo petrolifero coincide con un'epoca di industrializzazione e urbanizzazione su scala globale. Il secondo super-ciclo (1966-1996) sovrappone quasi esattamente la fase ascendente e discendente del quarto Kondratiev (petrolio/automobile); il terzo (1996-oggi) copre la fase discendente del quinto Kondratiev (digitale) e l'alba del sesto (energia verde/IA).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Uno studio del 2022 su &lt;em&gt;Energy&lt;/em&gt; ha individuato due &lt;strong&gt;punti di mutazione storica&lt;/strong&gt; nel prezzo del petrolio: il 1970 e il 2002, con un intervallo di 32 anni. Entrambi segnarono svolte nella struttura economica mondiale: il primo l'ascesa dell'OPEC e la fine del Bretton Woods; il secondo l'ingresso della Cina nell'OMC e l'inizio del boom delle commodities. Questi punti di mutazione non sono ciclici nel senso matematico, ma &lt;strong&gt;strutturali&lt;/strong&gt;: riflettono cambiamenti nel regime di domanda/offerta che ridefiniscono l'economia globale.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  La correlazione con i cambi generazionali
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Qui l'incrocio con Strauss-Howe diventa illuminante. La teoria generazionale colloca la &lt;strong&gt;crisi petrolifera del 1973&lt;/strong&gt; nel cuore dell'&lt;strong&gt;Awakening&lt;/strong&gt; (1964-1984), il turning che vide il crollo della fiducia nelle istituzioni post-belliche. Il primo shock petrolifero non fu solo un evento economico: fu il momento in cui l'America — e l'Occidente — realizzò che le risorse non erano infinite, che il "American way of life" aveva un costo energetico, che le istituzioni non potevano garantire abbondanza perpetua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;generazione X&lt;/strong&gt; (Nomad, 1961-1981) nacque proprio in quel crogiuolo: "raised during the hardships of the oil crisis, turned against the capitalist-consumerist culture their parents embraced". Il petrolio caro non fu solo inflazione: fu &lt;strong&gt;trauma generazionale&lt;/strong&gt;, la fine dell'innocenza post-bellica.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il secondo shock, quello del 1979 (rivoluzione iraniana), cadde ancora nell'Awakening, consolidando il cinismo verso le istituzioni. Il crollo del 1986, invece, segnò l'inizio dell'&lt;strong&gt;Unraveling&lt;/strong&gt; (1984-2008): prezzi bassi, ottimismo finanziario, individualismo consumistico. Il petrolio a 10 dollari al barile nel 1986 fu il carburante della bull market Reagan-Thatcher.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il picco del 2008 ($144/barile) coincise con l'inizio della &lt;strong&gt;Fourth Turning&lt;/strong&gt; (Crisis): il petrolio caro contribuì a strangolare la crescita, accelerando il crollo finanziario. E il crollo pandemico del 2020, con i prezzi che toccarono territorio negativo nel WTI, fu l'apoteosi della crisi: domanda distrutta, sistema energetico in tilt, generazione Hero (Millennials) chiamata a ricostruire.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  La fase attuale: incrocio di tre transizioni
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Nel 2026, secondo molti analisti, siamo al &lt;strong&gt;giro di boa&lt;/strong&gt; tra il quinto e il sesto Kondratiev. Il petrolio non è più il paradigma trainante — lo è l'intelligenza artificiale, le biotecnologie, l'energia rinnovabile. Ma il petrolio resta la &lt;strong&gt;variabile di transizione&lt;/strong&gt;: il suo prezzo riflette la tensione tra il vecchio sistema (fossile) e il nuovo (elettrico).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La correlazione attuale è ambigua. Da un lato, i prezzi del petrolio (Brent intorno ai $60-80/barile) non mostrano la volatilità estrema degli shock passati: l'OPEC+ gestisce l'offerta, la domanda cinese rallenta, gli Stati Uniti sono diventati esportatori netti grazie allo shale. Dall'altro, la transizione energetica — il cuore del sesto Kondratiev — richiede che il petrolio resti &lt;strong&gt;abbastanza caro da rendere convenienti le alternative, ma abbastanza economico da non strangolare la crescita&lt;/strong&gt;. È una correlazione &lt;strong&gt;politica&lt;/strong&gt;, non più puramente ciclica.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Lutz Kilian, economista della University of Michigan, ha rovesciato la narrazione convenzionale: i maggiori shock petroliferi dal 1973 non furono causati da interruzioni dell'offerta (guerre, embargo), ma da &lt;strong&gt;shock di domanda legati al ciclo economico globale&lt;/strong&gt;. La crescita cinese, non la geopolitica mediorientale, ha spinto i prezzi nel 2003-2008. Questo significa che la correlazione petrolio-ciclo kondratieviano non è meccanica: il petrolio non guida il ciclo, ma &lt;strong&gt;amplifica&lt;/strong&gt; la fase in cui si trova. Nella fase ascendente, la domanda energetica crescente spinge i prezzi verso l'alto, alimentando investimenti e inflazione. Nella fase discendente, la domanda stagnante e la sovrapproduzione li schiacciano, generando deflazione e crisi del settore.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Il paradosso del sesto ciclo: il petrolio come residuo
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Se il sesto Kondratiev è trainato da AI, biotech ed energia verde, il petrolio rischia di diventare un &lt;strong&gt;asset in dismissione strutturale&lt;/strong&gt;. Eppure, la transizione non è istantanea: il petrolio rimarrà centrale per almeno un altro decennio, specialmente per trasporto aereo, navale, petrochimica, fertilizzanti. La sua correlazione con il ciclo si sta quindi trasformando da &lt;strong&gt;sincrona&lt;/strong&gt; (il petrolio guida l'onda) a &lt;strong&gt;asincrona&lt;/strong&gt; (il petrolio è il ritardo del sistema, l'energia rinnovabile è l'anticipo).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo crea una tensione nuova. Nelle fasi discendenti passate, il crollo del prezzo del petrolio segnalava la fine del paradigma (come nel 1986 per il quarto ciclo). Oggi, un petrolio troppo basso potrebbe &lt;strong&gt;ritardare&lt;/strong&gt; la transizione verde, prolungando artificialmente la fase discendente. Un petrolio troppo alto, invece, accelererebbe l'adozione delle rinnovabili, ma rischierebbe di strangolare la crescita prima che il nuovo paradigma sia maturo.&lt;/p&gt;




&lt;h2&gt;
  
  
  Sintesi: il petrolio come narrativa, non solo come numero
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La correlazione tra cicli di Kondratiev e prezzo del petrolio non è una legge fisica. È una &lt;strong&gt;narrazione storica&lt;/strong&gt; che funziona perché il petrolio, dal 1945, è diventato il sangue del sistema industriale. I suoi shock segnano i punti di svolta generazionali (Strauss-Howe), accelerano la distruzione creativa (Schumpeter), richiedono incentivi all'esplorazione alternativa (Manso), e mettono a nudo la fragilità del sistema (Taleb).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel 2026, il petrolio non è più il protagonista del ciclo, ma il &lt;strong&gt;coro greco&lt;/strong&gt;: commenta l'azione, avverte del destino, ma non lo determina. Il vero prezzo da osservare non è più quello del barile, ma quello del &lt;strong&gt;kWh rinnovabile&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;token di carbonio&lt;/strong&gt;. Se il sesto Kondratiev decollerà, lo farà non quando il petrolio toccherà un nuovo massimo, ma quando il costo dell'energia solare+eolica+storage scenderà sotto la soglia di rottura del sistema fossile. Fino ad allora, il petrolio resterà il termometro di una febbre che il paziente sta ancora combattendo.&lt;/p&gt;

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      <category>economia</category>
      <category>politica</category>
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      <title>Il grande Gatsby e il piccolo Trump</title>
      <dc:creator>Luigi Ippolito</dc:creator>
      <pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:20:32 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il paragone tra &lt;em&gt;Il grande Gatsby&lt;/em&gt; e Donald Trump è uno dei più ricorrenti nella critica letteraria e politica contemporanea, particolarmente intensificatosi nel 2025, anno del centenario della pubblicazione del romanzo di F. Scott Fitzgerald (1925). La connessione non è solo metaforica: Trump stesso ha organizzato una festa a tema &lt;em&gt;Great Gatsby&lt;/em&gt; a Mar-a-Lago nel novembre 2025, proprio mentre milioni di americani perdevano i benefici alimentari SNAP, generando un'ironia che molti commentatori hanno definito "deliziosamente grottesca".&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Trump come Tom Buchanan, non come Gatsby
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La tesi più sostenuta dalla critica letteraria — da &lt;em&gt;The Atlantic&lt;/em&gt; (2018) al professor Kirk Curnutt della Troy University (2025) — è che Trump assomigli di più a &lt;strong&gt;Tom Buchanan&lt;/strong&gt;, il vero "cattivo" del romanzo, che non a Jay Gatsby. Tom è l'aristocratico della "vecchia ricchezza", ex campione di football a Yale, razzista convinto, adultero e violento, che "distrugge cose e creature" per poi "ritirarsi nel proprio denaro o nella propria vasta incuranza". Secondo &lt;em&gt;The Atlantic&lt;/em&gt;, esiste una "simmetria inquietante" tra i due: entrambi si muovono con aggressività e inquietudine, parlano con "orgoglio ponderoso", innescano litigi personali in pubblico e declamano discorsi politici sconnessi sul declino della civiltà.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tom Buchanan teme che "le altre razze prendano il controllo" e cita &lt;em&gt;The Rise of the Colored Empires&lt;/em&gt; — un riferimento diretto al libro di Lothrop Stoddard, &lt;em&gt;The Rising Tide of Color Against White World Supremacy&lt;/em&gt;, che influenzò le politiche migratorie del 1921. Questo parallelismo con il razzismo e l'anti-immigrazionismo trumpiano è stato ampiamente notato.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Ma anche un po' Gatsby
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Allo stesso tempo, Trump condivide tratti con &lt;strong&gt;Jay Gatsby&lt;/strong&gt;: entrambi sono &lt;em&gt;self-made men&lt;/em&gt; (almeno nel mito che costruiscono), ossessionati dal passato, convinti di poterlo "ripetere" — come dice Gatsby a Nick: "Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può!". Entrambi sono &lt;em&gt;social climbers&lt;/em&gt; che organizzano feste sfarzose per costruire un'identità e ottenere accettazione sociale. &lt;em&gt;America Magazine&lt;/em&gt; ha notato come i &lt;em&gt;rally&lt;/em&gt; di Trump assomiglino alle feste di Gatsby, e come entrambi siano "nuovi ricchi" ostinati a essere accettati dall'establishment di Manhattan.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Il tema centrale: "careless people"
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;Il concetto chiave che unisce il romanzo all'era Trump è quello di &lt;strong&gt;"careless people"&lt;/strong&gt; (gente incurante), la celebre definizione di Nick Carraway per Tom e Daisy. Sarah Churchwell, professoressa all'Università di Londra, ha scritto sul &lt;em&gt;Financial Times&lt;/em&gt; che "la prescienza del romanzo non sta nell'anticipare eventi specifici, ma nel diagnosticare una cultura in cui il potere gode dell'impunità e la crudeltà cancella le proprie tracce — una società governata da gente incurante". Lo stesso termine è stato usato per descrivere l'amministrazione Trump durante la pandemia COVID-19 e, più recentemente, in un memoir di un ex dipendente Meta.&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  L'ironia della festa a Mar-a-Lago
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;La festa di Halloween 2025 a Mar-a-Lago, intitolata &lt;em&gt;"A Little Party Never Killed Nobody"&lt;/em&gt; (dal film del 2013), è stata vista come una "totale incomprensione" del romanzo. Come ha osservato il professor Curnutt: "Le scene di festa di Gatsby sono famose, ma ciò che la gente spesso dimentica è che l'intero impeto del libro è criticare quel consumo vistoso". La festa si è svolta mentre 42 milioni di americani stavano per perdere i benefici SNAP, con ospiti in abiti anni '20 che "mimavano un'epoca nota ai storici per la sua sbalorditiva disuguaglianza di reddito".&lt;/p&gt;

&lt;h2&gt;
  
  
  Le differenze cruciali
&lt;/h2&gt;

&lt;p&gt;C'è però una differenza fondamentale: Gatsby, per tutti i suoi difetti, è una figura &lt;em&gt;tragica&lt;/em&gt;, mosso da un ideale romantico (l'amore per Daisy). Trump, come Tom Buchanan, non ha idealismi: il suo è un potere crudo, ereditato o conquistato senza scrupoli, che non cerca di "ripetere il passato" per amore, ma per restaurare un'ordine gerarchico. Come scrive &lt;em&gt;The Atlantic&lt;/em&gt;: "La ricchezza, nel mondo di Trump come in quello di Tom e Daisy, significa meno se devi lavorarci".&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In definitiva, &lt;em&gt;Il grande Gatsby&lt;/em&gt; non è solo un paragone stilistico per Trump: è un &lt;strong&gt;avvertimento&lt;/strong&gt;. Il romanzo descrive un'America che corre verso l'autodistruzione in una bolla di disuguaglianza, dove "la potenza frantuma le cose e le creature" lasciando che altri "puliscano il casino". La domanda che Fitzgerald lascia aperta — e che oggi appare più pressante che mai — è se gli Stati Uniti stiano per ripetere il passato di cento anni fa, culminato nel Crack del 1929.&lt;/p&gt;

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      <category>economia</category>
      <category>politica</category>
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