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    <title>DEV Community: Marco Passarelli</title>
    <description>The latest articles on DEV Community by Marco Passarelli (@marcopassarelli).</description>
    <link>https://dev.to/marcopassarelli</link>
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      <title>DEV Community: Marco Passarelli</title>
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    <language>en</language>
    <item>
      <title>AI Engineer in 8 minuti? Il pilota automatico non fa il pilota</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Sat, 31 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/ai-engineer-in-8-minuti-il-pilota-automatico-non-fa-il-pilota-5am</link>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.us-east-2.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fpu4eb7vhzp2ymuxvvwz2.jpg" class="article-body-image-wrapper"&gt;&lt;img src="https://media2.dev.to/dynamic/image/width=800%2Cheight=%2Cfit=scale-down%2Cgravity=auto%2Cformat=auto/https%3A%2F%2Fdev-to-uploads.s3.us-east-2.amazonaws.com%2Fuploads%2Farticles%2Fpu4eb7vhzp2ymuxvvwz2.jpg" alt="Un laptop su una scrivania mostra il titolo di un corso da otto minuti per diventare AI Engineer, accanto ai libri Clean Code, Domain-Driven Design e Design Patterns." width="800" height="420"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Are you fking kidding me?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È la prima cosa che ho pensato leggendo oggi su daily.dev il titolo di un contenuto: &lt;em&gt;"Dammi 8 minuti e ti farò diventare un AI Engineer"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il programma? Imparare due SDK, fare una query su un database vettoriale, toccare con mano un paio di indici e aggiungere il tracing delle chiamate. Fatto. Otto minuti e sei un ingegnere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il settore si sta muovendo a un ritmo talmente frenetico che stiamo confondendo la padronanza di qualche strumento del momento con la reale ingegneria del software.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Saper configurare una libreria o invocare un'API in dieci righe di codice non rende nessuno un ingegnere, esattamente come l'introduzione del pilota automatico non ha mai sostituito i veri piloti d'aereo. L'automazione e le astrazioni semplificano il lavoro di routine, ma la capacità di pilotare si vede quando le condizioni si fanno complesse, quando il sistema fallisce o quando bisogna prendere decisioni strutturali sotto vincoli reali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gli strumenti e i provider cambieranno continuamente. Quello che resta è la visione d'insieme, la comprensione profonda dei trade-off e la capacità di progettare architetture solide e sostenibili nel tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto il resto è solo l'ennesimo strumento da aggiungere alla cassetta degli attrezzi.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/ai-engineer-in-8-minuti/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/ai-engineer-in-8-minuti/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>softwareengineering</category>
      <category>architettura</category>
      <category>ai</category>
      <category>carriera</category>
    </item>
    <item>
      <title>Smart TV che ascoltano: cosa rivela il firmware</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Mon, 26 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/smart-tv-che-ascoltano-cosa-rivela-il-firmware-4ifg</link>
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      <description>&lt;p&gt;L'analisi del firmware delle TV Samsung basate su Tizen, pubblicata di recente da un ricercatore di sicurezza, mette in luce una dinamica sempre più diffusa nei dispositivi IoT commerciali.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dal reverse engineering del codice emergono moduli dedicati alla profilazione pubblicitaria avanzata: analisi visiva dei contenuti on-device, riconoscimento dei suoni d'ambiente e persino routine pensate per cercare microfoni su periferiche esterne, come le soundbar, quando il televisore ne è sprovvisto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un aspetto particolarmente interessante di questa vicenda riguarda la metodologia. Il ricercatore ha utilizzato gli strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare l'analisi e l'interpretazione del codice estratto dal firmware. È la dimostrazione pratica di come l'IA stia diventando un alleato straordinario per gli analisti, permettendo a singoli esperti di eseguire audit complessi in tempi che prima avrebbero richiesto interi team di lavoro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Al di là degli aspetti di privacy, la questione evidenzia un paradosso di progettazione software. Parte consistente delle risorse di calcolo dell'hardware che l'utente acquista viene assorbita da processi di tracciamento e telemetria in background, a discapito della fluidità e della reattività dell'interfaccia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È uno scenario che mostra chiaramente come le priorità di sviluppo di molti prodotti consumer si stiano progressivamente spostando dalla qualità dell'esperienza utente alla monetizzazione dei dati.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/smart-tv-firmware-telemetria/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/smart-tv-firmware-telemetria/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>cybersecurity</category>
      <category>privacy</category>
      <category>iot</category>
      <category>ai</category>
    </item>
    <item>
      <title>Codice legacy e il Mivar a tubo catodico</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/codice-legacy-e-il-mivar-a-tubo-catodico-k39</link>
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      <description>&lt;p&gt;Hanno trovato l'ennesima vulnerabilità in PHP, e diciamoci la verità... Ormai trovare una falla nel codice legacy è diventato facile come trovare un influencer che si lamenta dell'algoritmo. Eppure, continuiamo a stupirci.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A pensarci bene, insistere nel mantenere certi sistemi senza un'evoluzione seria è un po' come voler guardare la finale di Champions League in 4K HDR su un televisore Mivar a tubo catodico degli anni '90.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il segnale in teoria c'è, la presa SCART è tenuta insieme dallo scotch e dalla speranza, ma il risultato finale è che vedi solo una macchia grigia, senti un fischio assordante e l'immagine implode appena la tecnologia fa sul serio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'AI non ha nostalgia dei vecchi tempi: legge tutto, incastra i pattern e smonta le fondamenta traballanti più velocemente di quanto un developer possa pronunciare la fatidica frase: &lt;em&gt;"It works on my machine"&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Forse è il momento di accettare che il passato è glorioso, ma le fondamenta tecnologiche ogni tanto avrebbero bisogno di una svecchiata, anziché affidarsi solo agli scongiuri.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/codice-legacy-mivar/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/codice-legacy-mivar/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>cybersecurity</category>
      <category>legacy</category>
      <category>ai</category>
    </item>
    <item>
      <title>Nessuno sa esattamente cosa vuole</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/nessuno-sa-esattamente-cosa-vuole-3goa</link>
      <guid>https://dev.to/marcopassarelli/nessuno-sa-esattamente-cosa-vuole-3goa</guid>
      <description>&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Nessuno sa esattamente cosa vuole.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;

&lt;p&gt;Molti si avvicinano all'intelligenza artificiale aspettandosi una sorta di magia: l'idea che basti un input vago per ottenere un risultato perfetto, come se l'AI potesse leggere nel pensiero o colmare da sola le nostre ambiguità. Poi il codice generato non è quello che ci si aspettava, e la conclusione affrettata è che "l'AI non funziona".&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La realtà è ben diversa: quando un agente AI sbaglia, il problema quasi mai è la sua capacità: è la &lt;strong&gt;sotto-specificazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'AI non è un oracolo, è un amplificatore. Se l'input è ambiguo, l'output sarà semplicemente un errore generato molto più velocemente del solito.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L'avvento di questi strumenti non elimina il ruolo dell'ingegnere, ne sposta semplicemente il baricentro a monte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il lavoro principale diventa definire l'intenzione con precisione prima di toccare la tastiera. Significa usare l'AI non solo per farsi dare risposte veloci, ma per farsi fare domande e far emergere quei casi limite che non avevamo considerato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;All'AI spetta la parte tattica (scrivere il codice), a noi la parte strategica (sapere cosa costruire e perché). Traduce in esecuzione la chiarezza dei nostri pensieri: se non sappiamo esattamente cosa vogliamo, ci aiuterà soltanto ad arrivare più velocemente nella direzione sbagliata.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/nessuno-sa-cosa-vuole/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/nessuno-sa-cosa-vuole/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>ai</category>
      <category>architecture</category>
      <category>techleadership</category>
    </item>
    <item>
      <title>Banchi frigo spenti: la cybersecurity nell'era dell'IA</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Sun, 18 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/banchi-frigo-spenti-la-cybersecurity-nellera-dellia-231</link>
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      <description>&lt;p&gt;Il recente attacco ai frigoriferi dei supermercati francesi è il sintomo di una vulnerabilità ben più profonda.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Un attacco informatico ai sistemi di gestione della catena del freddo ha messo fuori uso i banchi frigo di centinaia di supermercati, costringendoli a gettare tonnellate di cibo e causando danni per milioni di euro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ciò che preoccupa di più non è solo l'impatto economico diretto, ma la facilità disarmante con cui si è colpito un servizio essenziale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E oggi c'è una variabile in più che cambia totalmente le regole del gioco: l'Intelligenza Artificiale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mettere strumenti così potenti e automatizzati nelle mani sbagliate significa dare a malintenzionati la capacità di scovare falle, generare attacchi su scala globale e paralizzare intere nazioni in una manciata di minuti.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se oggi bastano pochi clic "potenziati" per interrompere la catena alimentare, cosa rischiamo domani quando il bersaglio saranno:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;sanità:&lt;/strong&gt; sistemi ospedalieri, terapie e macchinari salvavita;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;banche e finanza:&lt;/strong&gt; circuiti di pagamento e mercati;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;Pubblica Amministrazione:&lt;/strong&gt; servizi essenziali e infrastrutture critiche?&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Saremo davvero pronti a difenderci da minacce che viaggiano alla velocità dell'AI, o il divario tra chi attacca e chi si difende si sta allargando troppo pericolosamente?&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/cybersecurity-catena-del-freddo/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/cybersecurity-catena-del-freddo/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>cybersecurity</category>
      <category>ai</category>
    </item>
    <item>
      <title>DHH vs antirez: il codice è un mezzo o un fine?</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/dhh-vs-antirez-il-codice-e-un-mezzo-o-un-fine-3ecj</link>
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      <description>&lt;p&gt;Nel mio &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/il-silenzio-dei-senior/" rel="noopener noreferrer"&gt;ultimo post&lt;/a&gt; parlavo del "silenzio" di molti developer e architect: quella sensazione di elaborazione del lutto per un'artigianalità del codice che sta cambiando forma in modo irreversibile.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In questi giorni sul tema sono intervenuti due pesi massimi dell'ingegneria del software, David Heinemeier Hansson (DHH) e Salvatore Sanfilippo (antirez), mettendo a nudo la vera frattura del nostro settore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;DHH ha espresso una posizione netta: chi oggi soffre l'arrivo degli agenti AI trova gioia principalmente nell'atto meccanico di scrivere codice. Se ami davvero il software e il valore del prodotto finale, non puoi che essere entusiasta dell'automazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;È una visione che mette a confronto due modi opposti di intendere questo mestiere:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;Da un lato, il pragmatismo del prodotto (DHH):&lt;/strong&gt; Il codice è semplicemente un mezzo, non il fine. Eliminare la manovalanza operativa e il "rumore di fondo" significa liberare gli sviluppatori per farli concentrare sull'unica cosa che conta davvero: dare vita a soluzioni ed esperienze di valore per gli utenti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;Dall'altro, il valore dell'ingegneria (Sanfilippo):&lt;/strong&gt; La bellezza e la solidità del software risiedono nella padronanza tecnica, nella comprensione profonda dei sistemi e nel controllo di ciò che accade "sotto il cofano". L'architettura non è solo un output da generare, ma un processo di comprensione che non può essere totalmente delegato.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;La verità è che noi sviluppatori e architetti non siamo mai stati dei semplici "esecutori". Tuttavia, l'avvento degli agenti AI ci sta togliendo una storica zona di comfort: l'alibi della componente manuale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quando la stesura del codice, il refactoring e persino la prima analisi dei bug diventano commodity, la nostra professione non perde di senso, ma alza drasticamente l'asticella. Ci viene chiesto di passare dal ruolo di costruttori manuali a quello di garanti di sistema, strateghi e architetti di valore.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una transizione che non cancella l'ingegneria software, ma ne sposta semplicemente il peso dove è sempre dovuto stare: sulle decisioni ad alto livello e sulla visione complessiva del sistema.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/dhh-antirez-codice-mezzo-o-fine/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/dhh-antirez-codice-mezzo-o-fine/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

</description>
      <category>ai</category>
      <category>architecture</category>
      <category>techleadership</category>
    </item>
    <item>
      <title>Il silenzio dei senior nell'era degli agenti AI</title>
      <dc:creator>Marco Passarelli</dc:creator>
      <pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
      <link>https://dev.to/marcopassarelli/il-silenzio-dei-senior-nellera-degli-agenti-ai-3ell</link>
      <guid>https://dev.to/marcopassarelli/il-silenzio-dei-senior-nellera-degli-agenti-ai-3ell</guid>
      <description>&lt;p&gt;Se guardo a come è cambiata la mia percezione negli ultimi due anni, la progressione è disarmante:&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;2 anni fa:&lt;/strong&gt; L'IA è un ottimo assistente per velocizzare la sintassi, fare refactoring di metodi, generare test noiosi e regex, scrivere della documentazione.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;1 anno fa:&lt;/strong&gt; Con l'arrivo di nuovi strumenti e agenti capaci di generare da zero app complete e rilasciabili, l'asticella si è alzata. Ma siamo ancora noi a fare il lavoro pesante.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;6 mesi fa:&lt;/strong&gt; L'integrazione con pipeline e2e e contesti complessi inizia a far paura. L'IA non si limita a generare codice: comprende l'architettura meglio di quanto pensassi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;Oggi:&lt;/strong&gt; Se guidata con il giusto controllo di sistema, l'IA produce codice, test e fix con una qualità e una continuità superiori al 99% dei dev e architect umani.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Inutile fare i puristi o nascondersi dietro a un dito: la velocità di questa evoluzione è fuori scala. Con le giuste metodologie (test, visual, regressione, analisi delle performance), l'IA non solo scrive la funzionalità, ma legge lo stack trace e si auto-corregge fino al famoso "semaforo verde".&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma se la qualità dell'output è ormai un dato di fatto, la vera domanda per chi fa questo mestiere da anni diventa un'altra: cosa ne sarà del nostro lavoro? E soprattutto, ci piacerà ancora? Se il nostro ruolo si "riduce" a scrivere specifiche ad altissima fedeltà e ad orchestrare agenti, l'efficienza sarà massima. Ma dov'è finita l'artigianalità del codice? Quel piacere quasi fisico di capire ogni singolo ingranaggio sotto il cofano?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Vedo tre reazioni nel settore.&lt;/p&gt;

&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;Gli AI Engineer:&lt;/strong&gt; Adattati o sei fuori, il codice è solo probabilità.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;I "Negazionisti":&lt;/strong&gt; L'IA fa solo spazzatura (ormai palesemente smentiti dai fatti).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;strong&gt;I Silenziosi:&lt;/strong&gt; La maggioranza dei senior dev e architect che non dice una parola.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Ed è proprio quel silenzio a preoccuparmi di più. Non è indifferenza: ha tutta l'aria di un'elaborazione del lutto. Quella forma di rimozione difensiva di chi vede benissimo che il lavoro amato per una vita sta cambiando forma in modo irreversibile, e ha semplicemente paura che la nuova forma non gli piacerà affatto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Scrivere prompt accurati è comunque ingegneria, certo. Ma non è il motivo per cui ci siamo innamorati della programmazione.&lt;/p&gt;




&lt;p&gt;Pubblicato originariamente su &lt;a href="https://marcopassarelli.github.io/blog/il-silenzio-dei-senior/" rel="noopener noreferrer"&gt;https://marcopassarelli.github.io/blog/il-silenzio-dei-senior/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;

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      <category>ai</category>
      <category>softwareengineering</category>
      <category>futureofwork</category>
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