Il menu di navigazione è la prima cosa che un lettore usa per capire dove sei e cosa offri. Se è confuso, pieno di voci o introvabile su mobile, il visitatore se ne va anche se l'articolo che cercava è a un clic di distanza. La buona notizia: in WordPress creare un menu è un'operazione da dieci minuti, e non serve scrivere una riga di codice.
In questa guida vediamo dove si crea il menu nelle due famiglie di temi, classici e a blocchi. Poi come assegnarlo alle sedi giuste, come gestire voci, sottomenu e versione mobile, e quali errori rovinano la navigazione più spesso di quanto si pensi. Se è il tuo primo approccio a WordPress, tieni aperta anche la guida di base per principianti.
Cos'è il menu di navigazione in WordPress?
Cos'è il menu di navigazione di WordPress? È l'insieme dei link che permettono al visitatore di spostarsi tra le pagine del sito. In WordPress è un elemento separato dal contenuto: si costruisce una volta e si assegna a una o più "sedi" (header, footer, menu mobile) messe a disposizione dal tema.
La parola chiave è separato. Il menu non vive dentro le pagine: vive in una struttura sua, che il tema pesca e mostra dove serve. Questo ha due conseguenze pratiche. La prima: cambiare tema non cancella i menu già creati, ma potrebbe cambiare le sedi disponibili, quindi va ricontrollato. La seconda: lo stesso menu può essere riutilizzato in più punti, oppure puoi crearne di diversi per header e footer.
Un altro punto che genera confusione: menu di navigazione e menu di amministrazione sono due cose diverse. Il primo lo vedono i visitatori; il secondo è la barra laterale che vedi tu dentro la bacheca di WordPress. Quando qualcuno dice "mi si è rotto il menu", quasi sempre parla del primo.
Dove si crea il menu in WordPress?
Dove trovo i menu in WordPress? Dipende dal tema. Con un tema classico vai in Aspetto → Menù. Con un tema a blocchi (come i temi basati su editor del sito) si usa il blocco Navigazione dentro Aspetto → Editor. La voce "Menù" può non esserci: non è un errore.
Questa è la prima fonte di smarrimento per chi segue un tutorial vecchio con un tema nuovo, o viceversa. Guarda quale situazione è la tua prima di cercare la voce nel punto sbagliato.
Se cerchi in bachecaTema classicoTema a blocchiVoce nel menu laterale*Aspetto → MenùNon esisteStrumento usatoSchermata Menù (elenco a sinistra, sedi a destra)Blocco *Navigazione nell'Editor del sitoDove vedi il risultatoAnteprima immediata, nessun salvataggio del layoutEditor del sito: prima il blocco, poi "Salva"Sedi disponibiliDefinite dal tema, spesso due o treDefinite dai template del temaPersonalizzazione avanzataImpostazioni del menu + CSS aggiuntivoBlocco + stili globali del tema
Tema classico: Aspetto → Menù
Se è la prima volta che apri l’editor del sito, la guida di riferimento è Gutenberg: tutorial all’editor a blocchi: lì trovi blocchi, pattern e come si modifica l’intestazione — dove vive il menu nei temi a blocchi.
Apri Aspetto → Menù, scegli un menu esistente o creane uno nuovo con "Crea un nuovo menu", dai un nome riconoscibile (non "menu1", tra sei mesi non saprai cosa contiene), poi aggiungi le voci dalla colonna di sinistra e assegna la sede in basso. Il pulsante di salvataggio è l'unico gesto che non devi dimenticare: in questa schermata l'anteprima è ingannevole, se non salvi non hai fatto nulla.
Tema a blocchi: l'editor del sito
Con i temi a blocchi il menu è un blocco come gli altri. Si modifica dentro l'editor del sito, trascinando voci e sistemando l'allineamento come faresti con un paragrafo. La logica è quella dei blocchi: se hai già lavorato con un tema classico, ti basterà capire dove sono finiti gli strumenti. Prima di fare esperimenti su un sito in produzione, assicurati di avere un backup automatico funzionante: è l'unica rete di sicurezza che conta.
Come si crea un menu in WordPress, passo passo
Come si crea un menu in sei passi? 1) Apri la schermata dei menu (o il blocco Navigazione). 2) Crea il menu e dagli un nome. 3) Aggiungi le voci dal pannello di sinistra. 4) Trascina per ordinare e per creare i sottomenu. 5) Assegna il menu alla sede. 6) Salva e controlla sul sito, anche da smartphone.
- Apri lo strumento giusto: Aspetto → Menù oppure l'Editor del sito, in base al tema (vedi la tabella sopra).
- Crea il menu e nominalo con criterio: "Menu principale", "Menu footer", "Menu legale".
- Aggiungi le voci: pagine, articoli, categorie, oppure link personalizzati.
- Ordina e annida: trascina le voci; sposta una voce leggermente a destra per creare un sottomenu.
- Assegna la sede (header, footer, mobile). Senza sede, il menu esiste ma non si vede da nessuna parte.
- Salva e verifica sul sito reale, non solo nell'anteprima: controlla anche da mobile e da finestra stretta.
Il passo 5 è quello che si dimentica più spesso, ed è la causa numero uno dei "ho creato il menu ma non appare".
Perché il menu non si vede sul sito?
Prima di cercare la causa nel tema, vale la pena sapere che è il problema più segnalato: nel forum italiano di WordPress ci sono thread intitolati «Menu mobile non visibile» (giugno 2025) e «Problemi menu navigation» (marzo 2025). In entrambi la causa sta in uno di questi tre punti: il menu non è assegnato a una sede; la sede assegnata non è quella che il tema mostra su mobile; oppure il tema usa un menu suo e ignora quello che hai creato.
Il sottomenu tagliato dall’intestazione
È il problema classico delle tendine che «spariscono»: passi il mouse sulla voce, la tendina inizia a scendere e viene tagliata dal bordo dell’intestazione (o scompare appena muovi il puntatore verso il basso). La causa non è nel menu: è nel contenitore dell’intestazione, che ha un’altezza fissa e nasconde tutto quello che esce dai suoi bordi. Il rimedio tecnico è togliere quel vincolo — nella maggior parte dei temi si interviene sul valore overflow dell’intestazione e sul z-index del sottomenu — ma prima di toccare il CSS vale la pena provare tre cose, in ordine: 1) imposta il posizionamento dell’intestazione su «fisso» invece che «assoluto» dalle opzioni del tema; 2) riduci il numero di voci di primo livello (un menu carico rende il problema più visibile); 3) controlla se il tema ha una variante di intestazione più alta. Se il tema è a blocchi, lo stesso lavoro si fa dall’editor del sito, sulla struttura dell’intestazione.
Il menu mobile che non si apre al tocco
L’icona delle tre linee si vede, la tocchi e non succede niente. Le cause possibili sono tre, e si escludono in quest’ordine. La prima: un JavaScript del tema che non si carica (a volte per una combinazione di plugin che minificano o spostano gli script) — si verifica aprendo la console del browser da desktop con la visualizzazione mobile attiva, e guardando se ci sono errori. La seconda: due script che si contendono lo stesso elemento (per esempio un plugin che aggiunge il proprio menu mobile accanto a quello del tema). La terza: il pulsante c’è ma è coperto da un altro elemento — un banner cookie troppo alto, un’immagine, un elemento con posizione fissa: si vede controllando con il tasto destro » ispeziona, che mostra che cosa c’è davvero sotto il dito. In tutti e tre i casi il test da fare è uno: apri il sito su uno smartphone vero, non nella simulazione del desktop.
Perché il menu non appare sul sito? Nella maggior parte dei casi il menu è stato creato ma non assegnato a nessuna sede, oppure è assegnato a una sede che il template non mostra (tipico nei temi a blocchi). Controlla le sedi disponibili prima di ipotizzare un problema di codice.
Una sede (location) è un punto del tema dove è previsto un menu: tipicamente l'intestazione, il piè di pagina, a volte una zona sotto l'header o una barra laterale. Il tema dichiara le sedi che supporta, e tu decidi cosa metterci. Un tema ben fatto ne offre due o tre; alcuni ne offrono una sola.
Se le sedi disponibili non ti bastano, non forzare il tema. Chiediti se ti serve davvero un secondo menu visibile o se stai usando la navigazione per compensare un problema di architettura dei contenuti. Prima di moltiplicare i menu, vale la pena rivedere la differenza tra articoli e pagine: spesso le voci che stai cercando di nascondere sono solo pagine che dovrebbero essere articoli in una categoria.
Quali voci si possono aggiungere a un menu?
Quali voci posso aggiungere a un menu? Pagine, articoli e archivi di categorie dal pannello delle voci; link personalizzati verso qualsiasi URL interno o esterno; e, con i temi a blocchi, anche voci dinamiche generate automaticamente dal sito. Ogni voce può avere un'etichetta diversa dal titolo della pagina.
Tre accorgimenti che fanno la differenza tra un menu usabile e un elenco confuso:
- Massimo 5-7 voci di primo livello. Oltre, il lettore smette di leggere e inizia a scansionare a caso. Se hai più contenuti, raggruppali in un sottomenu.
- Etichette corte e concrete. "Guide" funziona, "Le nostre risorse informative" no. Se il titolo della pagina è lungo, usa l'etichetta personalizzata.
- Niente voci che portano a "in costruzione". Un link morto in menu costa più fiducia di una voce mancante.
Sottomenu e voci annidate (il menu a tendina)
Prima la questione di vocabolario, perché è quella che fa trovare (o non trovare) questa pagina: quello che WordPress chiama sottomenu o voci annidate, tutti chiamano menu a tendina — o menu a discesa, che è la stessa cosa. Se stai cercando «come fare un menu a tendina su WordPress», sei nel capitolo giusto: qui spieghiamo come si annidano le voci, e nella sezione sulla personalizzazione come si comportano visivamente.
In pratica: nella schermata dei menu, ogni voce ha una freccia per spostarla a destra rispetto a quella sopra. Una voce spostata a destra diventa figlia di quella precedente, e sull’orizzontale non è più visibile: compare solo quando si passa sopra (o si tocca, su mobile) alla voce madre. Da lì il nome «tendina»: il blocco di voci scende dall’alto quando ci passi sopra. Due regole pratiche: una voce figlia senza una madre ben riconoscibile è un vicolo cieco per chi legge, e su mobile le tendine funzionano diversamente (si aprono al tocco, non al passaggio del mouse) — è il motivo per cui il capitolo sul comportamento mobile viene subito dopo questo.
I sottomenu (i menu a tendina che si aprono al passaggio del mouse) servono per organizzare, non per nascondere. Un livello di annidamento è quasi sempre sufficiente; al secondo livello la voce diventa difficile da raggiungere su mobile. Se ti accorgi di avere tre livelli, probabilmente ti serve una pagina hub che elenchi i contenuti, non un menu più profondo.
Come si comporta il menu su mobile?
Il caso più frequente di menu che «sparisce» su telefono è il sottomenu che non si apre al tocco: sul desktop si apre passandoci sopra con il mouse, su mobile deve rispondere al tocco di un pulsante, e non tutti i temi lo fanno. Misurato su questo sito: il blocco di navigazione della home occupa 3.130 byte di HTML, contiene 3 voci di primo livello (Glossario, Documentazione, Contatti), 1 sottomenu e 1 pulsante per il mobile, e nessuna immagine. Sono i numeri da guardare: se nel tuo menu il pulsante per il mobile non c'è, il sottomenu non si aprirà mai da telefono.
Cosa cambia nel menu su mobile? Lo spazio è verticale e il tocco è meno preciso: le voci si impilano, i sottomenu diventano tendine e i menu troppo pieni scorrono o si troncano. Va sempre provato su uno schermo reale, non solo ridimensionando la finestra del desktop.
Il comportamento mobile dipende dal tema, non dal menu in sé. Due verifiche rapide che smascherano la maggior parte dei problemi:
- Prova il menu con una mano sola, come farebbe chi legge in piedi. Se le voci cliccabili sono più piccole di un dito, sono da rivedere.
- Controlla il primo livello: se le voci più importanti finiscono in fondo a una tendina, su mobile non esistono.
- Attenzione ai menu che coprono il contenuto: nei temi a blocchi capitano overlay che restano aperti al cambio pagina. Se succede, è materiale da segnalare al supporto del tema, non da rattoppare con il CSS.
Come personalizzare il menu senza toccare il tema?
Modificare un menu che esiste già: le quattro operazioni di tutti i giorni
Come si modifica un menu WordPress già creato? Quattro operazioni dalla stessa schermata: spostare una voce (trascinando a destra diventa figlia, ed è così che nasce la tendina), rinominarla col campo «Etichetta di navigazione», toglierla dal menu senza cancellare la pagina, e assegnarla a un’altra sede con «Gestisci sedi».
Crearlo è la prima volta; modificarlo è quello che si fa tutte le volte dopo, ed è la parte che le guide saltano. Quattro operazioni, tutte dalla stessa schermata:
- Spostare una voce: si trascina con il mouse (o si usano le frecce nella vista «a elenco»). Trascinare verso destra la rende figlia della voce sopra: è così che si crea una tendina, e lo stesso gesto all’inverso la rimette in primo livello.
- Rinominare una voce: nella tendina della voce stessa c’è il campo «Etichetta di navigazione». Attenzione: cambiare l’etichetta non cambia il titolo della pagina — e in alcuni casi è esattamente quello che serve (una pagina chiamata «Prodotti e servizi» può diventare «Servizi» nel menu).
- Togliere una voce: «Rimuovi» la toglie dal menu, non cancella la pagina. Il contenuto resta online e raggiungibile — se vuoi che non lo sia più, quella è un’altra operazione.
- Cambiare sede: lo stesso menu può essere assegnato a un’altra posizione (o a più posizioni) dalla scheda «Gestisci sedi». Serve quando il tema offre due menu (uno principale e uno secondario) e le voci sono finite nel posto sbagliato.
Il menu nei page builder: Elementor e Divi
Dove si modifica il menu con Elementor o Divi? Con Elementor dal Theme Builder (o dal widget Menu se è costruito dentro una pagina), con Divi dalle opzioni del tema o dal modulo Menu. Ma le voci si creano sempre da WordPress: il costruttore si occupa solo di come appaiono.
Se il sito usa un costruttore di pagine, il percorso è diverso e vale la pena saperlo prima di cercare la voce «Menù» che non c’è. Con Elementor il menu si gestisce dal «Theme Builder» (o dal widget Menu, per un menu costruito dentro una pagina); con Divi si trova nelle opzioni del tema, nella sezione della barra di navigazione, o nel modulo Menu se lo stai costruendo da zero. In entrambi i casi le voci non si creano lì: si creano sempre da WordPress (Aspetto → Menù o Editor del sito) e il costruttore si occupa solo di come appaiono. È il motivo per cui questa guida resta valida anche se usi un page builder: cambia dove lo vedi, non dove lo modifichi.
Il menu come strumento di link interno (e quali pagine metterci)
Quali pagine mettere nel menu di WordPress? Tre criteri: le pagine che vuoi far crescere (un posto in primo livello vale più di dieci link negli articoli), quelle che servono al lettore in ogni momento (contatti, servizi), e non i link legali, che vanno nel footer.
Questo è il capitolo che nessun’altra guida italiana scrive, e su un sito che lavora sui link interni è la parte che conta più di tutte. Le pagine in primo livello ricevono link da ogni pagina del sito: sono, di fatto, i link interni più forti che possiedi — perché li vedono tutti i lettori e li scansionano tutti i motori, su ogni pagina.
Da qui tre criteri per scegliere cosa mettere in primo livello. 1) Le pagine che vuoi far crescere: se hai una guida che deve posizionarsi, un posto in menu vale più di dieci link sparsi negli articoli. 2) Le pagine che servono al lettore in ogni momento: contatti, servizi, una guida introduttiva. 3) Non i link legali: privacy, cookie policy e termini vanno nel footer — occupano spazio nel menu senza portare valore a chi naviga (e in alcuni temi appesantiscono anche il mobile). Il resto — le pagine che non servono in primo livello ma che vuoi comunque valorizzare — trova spazio nei link contestuali dentro gli articoli: è lo stesso principio della SEO avanzata, applicato dall’interno del sito.
Posso cambiare colori e stile del menu senza codice? Con i temi a blocchi sì: colori, tipografia e spaziature si modificano dagli stili globali. Con i temi classici le opzioni dipendono dal personalizzatore; oltre quello serve CSS aggiuntivo, che è una modifica al tema da fare in modo reversibile e documentato.
Il confine da tenere a mente: contenuto e presentazione sono livelli diversi. Rinominare una voce è contenuto e lo puoi fare quando vuoi; cambiare il colore di sfondo dell'header è presentazione e appartiene al tema. Se ti trovi a iniettare CSS per correggere un menu, chiediti prima se il tema è ancora quello giusto per il progetto: ne parliamo in come scegliere un tema WordPress.
Accessibilità: il menu che funziona anche da tastiera
Come si verifica senza leggere il codice del tema: apri la home, guarda il sorgente e conta gli attributi ARIA dentro il blocco di navigazione. Su questo sito sono 5, e sono quelli che servono — aria-label sul contenitore, aria-expanded e aria-controls sul pulsante che apre il sottomenu. Poi prova con la tastiera: Tab deve far comparire il contorno del focus su ogni voce, Invio deve seguire il link, Esc deve chiudere il pannello aperto. Se il focus salta fuori dal menu o si perde, il criterio di accessibilità non è rispettato.
Un menu accessibile cosa deve avere? Deve essere raggiungibile e utilizzabile solo da tastiera, avere un'etichetta che ne spieghi la funzione, mantenere un contrasto sufficiente tra testo e sfondo e non nascondere il contenuto quando si apre. Non è un requisito formale: è la stessa cosa che serve a chi usa lo schermo in condizioni normali.
Un menu costruito bene è accessibile per costruzione, perché i problemi di accessibilità coincidono quasi sempre con i problemi di usabilità. Le indicazioni complete stanno nelle linee guida W3C sui menu di navigazione, ma i controlli pratici si riducono a quattro:
- Navigazione da tastiera: con il tasto Tab devi poter raggiungere ogni voce e con Invio attivarla. Se ti blocchi o perdi il segno visivo, il menu ha un problema.
- Focus visibile: la voce selezionata deve cambiare aspetto. È la differenza tra usare il menu e indovinare dove sei.
- Contrasto: voci grigio chiaro su sfondo bianco sono un classico dei temi "eleganti" e un problema concreto per molti lettori.
- Menu che si apre e si chiude: deve essere richiudibile senza mouse, e non deve intrappolare il focus su mobile.
Se un controllo fallisce, la soluzione non è quasi mai "aggiungo un po' di CSS". Nella maggior parte dei casi il tema ha una gestione del focus incompleta, e va segnalata al suo supporto. Le indicazioni ufficiali sul blocco Navigazione spiegano cosa il core già offre in partenza.
Cosa succede al menu quando cambi tema?
Il menu si perde se cambio tema? No, il menu resta salvato: sono le sedi ad appartenere al tema. Dopo il cambio devi riassegnare il menu alla nuova sede e ricontrollare ordine e voci annidate. I menu vecchi restano in elenco e vanno ripuliti.
È una delle operazioni che spaventa di più. In quel momento si scoprono due cose: i menu sono indipendenti dal tema, le sedi no. La sequenza che evita sorprese:
- Annota i menu attivi e le sedi prima del cambio: mezze ore di lavoro risparmiate a posteriori.
- Attiva il nuovo tema su uno staging se ce l'hai, altrimenti in un orario di basso traffico. Cambiare tema è meno invasivo di migrare il sito su un altro hosting, ma serve comunque un backup fresco.
- Riassegna le sedi e apri il sito in incognito: il browser che ha la cache vecchia ti mostrerà un layout che non esiste più.
- Elimina i menu orfani rimasti dallo storico, così non torni a chiederti quale fosse quello giusto.
Quando la scelta del tema è ancora aperta, conviene partire da una domanda diversa: quali contenuti avrà il sito tra un anno. La trovi sviluppata in come scegliere un tema WordPress; la documentazione ufficiale del core sui menu nei temi classici è il riferimento tecnico se vuoi capire cosa il tema deve dichiarare per supportarli.
Come funzionano i menu con sottositi e più lingue?
I menu si copiano tra sottositi o lingue? No: ogni sottosito di una rete multisito e ogni lingua di un sito multilingua ha i propri menu, assegnati alle proprie sedi. Le voci vanno ricreate o tradotte, ma le etichette sono indipendenti dal contenuto.
È il caso tipico di chi gestisce una rete di siti e prova a esportare un menu "una volta per tutte". Funziona solo se i contenuti a cui punta esistono anche dall'altra parte; altrimenti si ottengono menu pieni di link che portano al sito sbagliato. Il modo sano è ricreare il menu per ogni destinazione partendo dalle voci realmente disponibili: nella documentazione di WordPress multisite è spiegato come ogni sottosito resti un'installazione autonoma, con le sue pagine e le sue impostazioni.
Attenzione anche alla schermata dei menu dei temi classici: dal pannello Aspetto → Menù puoi gestire più menu e più sedi nella stessa pagina, ed è lì che si creano gli equivoci quando un sito ha header e footer gestiti separatamente.
Quali errori rovinano la navigazione?
Quali sono gli errori più comuni? Menu non assegnato a una sede, troppe voci, link a pagine vuote, sottomenu profondi su mobile, voci duplicate in header e footer senza criterio e menu mai aggiornato dopo un cambio di tema.
- Creare un secondo menu senza disattivare il primo: si sovrappongono nell'header e sembrano un bug del tema.
- Usare il menu come sitemap: venti voci non aiutano nessuno, e peggiorano anche la SEO perché diluiscono i link interni utili.
- Dimenticare il footer: privacy, cookie e contatti stanno benissimo lì, e tolgono rumore dal menu principale.
- Non ricontrollare dopo un aggiornamento del tema: le sedi possono cambiare nome o sparire, e il menu resta orfano.
Come verificare che il menu sia a posto?
Quattro controlli che si fanno in due minuti, con il browser e nient'altro.
- Il menu è assegnato a una sede. In Aspetto → Menù, sotto il menu, la voce «Posizione» deve avere almeno una spunta: senza sede il menu esiste nel pannello e non appare in nessuna pagina.
-
Il markup contiene un pulsante per il mobile. Cerca
responsive-container-opennel sorgente della home: se non c'è, su telefono il menu non ha modo di aprirsi. -
Gli attributi ARIA ci sono. Nel blocco di navigazione devono comparire
aria-label,aria-expandedearia-controls: su questo sito sono 5 in tutto. -
Da tastiera funziona.
Tab,InvioeEscdevono fare quello che ci si aspetta, e il contorno del focus deve restare visibile.
Cosa controllo prima di considerare finito il menu? Nome del menu sensato, voci assegnate alle sedi giuste, massimo sette voci di primo livello, un solo livello di sottomenu. Poi ogni link verificato, prova reale su smartphone e nessuna voce orfana dopo un cambio di tema.
Domande frequenti sui menu di WordPress
Prima di concludere, un ultimo consiglio di metodo: la navigazione va progettata insieme ai contenuti, non dopo. Se stai ancora sistemando la base del sito, la guida per creare un sito da zero ti evita di rifare il menu due volte. E se il sito è lento proprio sulle pagine interne, il problema non è il menu: parti da come migliorare le performance di WordPress.
Un'ultima nota utile a chi pubblica con ambizioni SEO: un menu pulito distribuisce meglio i link interni e questo aiuta anche il posizionamento. Se vuoi chiudere il cerchio, qui trovi gli errori SEO più comuni su WordPress e, quando il sito crescerà, la guida alla scelta dei plugin per non appesantirlo proprio mentre inizia a funzionare.
Il menu non è un dettaglio estetico: è la mappa che il lettore usa per fidarsi del sito. Se dopo questa guida vuoi verificare che tutto fili, passa dalla home, entra in una categoria, torna indietro: se in ogni passaggio sai dove sei, il lavoro è fatto.



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