DEV Community

Michele GeoTapp
Michele GeoTapp

Posted on Originally published at geotapp.com

Rientro di settembre: il momento giusto per sistemare le presenze

Il primo lunedì di settembre ha un suono tutto suo. Il furgone che riparte dal deposito con ancora l’odore di chiuso dell’estate, la squadra che si ritrova in cantiere abbronzata e un po’ rallentata, la casella email che in due settimane si è riempita di richieste, solleciti, contratti da rinnovare. Per chi lavora in ufficio settembre è solo la fine delle vacanze. Per chi lavora sul campo, in cantiere, su un tetto o dentro un impianto di riscaldamento, è tutta un’altra cosa: è l’inizio vero dell’anno.

Gennaio, sul calendario, resta il capodanno ufficiale. Ma prova a chiedere a chi gestisce una squadra di manutentori, di addetti alle pulizie o di operai edili quando ricomincia davvero il lavoro pesante, e la risposta quasi sempre è la stessa: a settembre. È quando i contratti di appalto per le pulizie vengono rinnovati o rimessi in gara, quando gli impianti di riscaldamento vanno controllati e sistemati prima che arrivi il primo freddo, quando i cantieri fermi per ferie ripartono a pieno ritmo e gli ordini rimasti in sospeso da luglio tornano tutti insieme sul tavolo. Settembre non chiude nulla: apre la stagione più densa dell’anno.

Ed è proprio per questo che le prime due settimane di rientro sono preziose. La squadra è tornata ma non è ancora travolta, i cantieri stanno ripartendo ma non sono ancora tutti aperti insieme, i clienti chiedono ma la pressione vera arriva più avanti, con il freddo. È la finestra in cui puoi ancora fermarti un attimo e decidere come vuoi affrontare i prossimi mesi, invece di scoprirlo a dicembre quando la stagione è già finita e i fogli firma sono un mucchio di carta da rimettere insieme in fretta, sotto Natale, con la testa altrove.

Settembre è la finestra giusta, non dicembre.

Prova GeoTapp gratis per 14 giorni: bastano per coprire tutto il rientro.

Apri il trial

Perché l’autunno è la vera piena

Chi si occupa di manutenzione lo sa bene: le caldaie e gli impianti di riscaldamento si controllano adesso, non a novembre quando il freddo è già arrivato e il telefono squilla per le emergenze. Chi lavora nelle pulizie sa che settembre e ottobre sono i mesi dei rinnovi degli appalti, con squadre che cambiano sede, orari che si aggiustano, nuovi referenti da tenere sotto controllo. Chi fa edilizia sa che i cantieri fermi ad agosto ripartono tutti insieme, e con loro tornano le squadre in movimento tra un sito e l’altro. In ognuno di questi casi il carico di lavoro non cresce piano: arriva quasi tutto insieme, in autunno, ed è lì che si vede se l’organizzazione tiene o no.

Il punto è questo: se le presenze e le ore delle squadre si gestiscono ancora con il foglio firma passato di mano in mano o con l’Excel aggiornato la sera stanca, il problema non si vede a settembre, quando i ritmi sono ancora bassi. Si vede a novembre, quando i cantieri sono tre in contemporanea, le sedi da coprire sono raddoppiate e nessuno ha più il tempo di ricostruire chi ha lavorato dove e quando. A quel punto rimettere ordine costa tempo che non c’è, e il rischio di perdere pezzi di verità (un’ora non segnata, una sede sbagliata, un rapporto al cliente che non torna) cresce insieme al carico. Sistemare la faccenda adesso, con la squadra appena rientrata e i ritmi ancora umani, costa una frazione di quello che costerebbe farlo a dicembre sotto pressione.

La prova del lavoro conta dal primo giorno di stagione

Un furgone da lavoro che riparte a settembre, la squadra torna operativa

C’è un’altra ragione, più concreta, per non rimandare. Il primo intervento della nuova stagione, quel primo controllo caldaia di settembre o quella prima pulizia dopo il rinnovo dell’appalto, è anche il primo dato utile per tutto quello che viene dopo: il rendiconto al cliente, la verifica dell’appalto, la tranquillità di sapere chi era dove e a che ora. Se questa tracciatura parte già in ordine dal primo giorno, tutta la stagione eredita quell’ordine. Se invece si riparte come sempre, rincorrendo le firme a fine giornata o fidandosi della memoria, il caos di dicembre non nasce a dicembre: nasce proprio adesso, nella prima settimana di settembre, quando nessuno ci ha fatto caso perché sembrava ancora presto per preoccuparsene.

Ed è qui che entra in gioco avere le presenze geo-datate, esportabili fin dal primo intervento della stagione: non un timbro generico su un foglio, ma un dato con nome, luogo e orario, pronto da mostrare a un cliente che chiede conferma o da allegare a un rinnovo di appalto che pretende trasparenza. Non serve inseguire nessuno né controllare a vista chi lavora: serve semplicemente che il lavoro, una volta fatto, resti provato. È la differenza tra arrivare a novembre con dei sospetti e arrivarci con dei fatti.

GeoTapp nasce proprio per questo: non per sorvegliare chi lavora sul campo, ma per dare a chi gestisce la squadra la prova del lavoro svolto, in modo semplice e senza inseguire nessuno. Un tocco per iniziare l’intervento, un tocco per chiuderlo, e la posizione GPS registrata solo in quei due momenti: nessun tracciamento continuo, nessuna sorveglianza, solo un dato pulito, per persona e per sede, pronto da esportare quando serve. Il software è pensato per squadre di pulizie, vigilanza, edilizia, manutenzione, installazione: ovunque il lavoro si svolga fuori da un ufficio e vada dimostrato con qualcosa di più solido di un foglio firmato a penna.

Mettere in piedi questo tipo di tracciatura, con GeoTapp, richiede pochi giorni: si carica la squadra, si assegnano le sedi, e dal primo intervento della stagione le presenze sono già geo-datate ed esportabili. Non è un progetto da rimandare a quando ci sarà tempo, perché quel tempo a novembre non ci sarà. È una cosa che si sistema adesso, nella settimana in cui la squadra è appena rientrata e i ritmi sono ancora quelli di fine estate, non quelli della piena.

Quindi la domanda vera, per chi gestisce una squadra sul campo, non è se conviene sistemare le presenze prima dell’autunno. È se si vuole affrontarlo di nuovo, per l’ennesima volta, con i fogli firma e la memoria come unica prova del lavoro fatto. Settembre è la finestra: i ritmi sono ancora gestibili, la squadra è appena rientrata, e ci sono ancora settimane prima che arrivi la piena. Il trial di GeoTapp dura 14 giorni, esattamente quanto serve per coprire tutto il rientro e arrivare a ottobre con le presenze già in ordine.

Non aspettare dicembre per scoprire che serviva farlo a settembre.

14 giorni di trial gratuito, esattamente quanto dura il rientro.

Apri il trial


Pubblicato originariamente su geotapp.com/blog

Top comments (0)