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Marco Passarelli
Marco Passarelli

Posted on Originally published at marcopassarelli.github.io on

Nessuno sa esattamente cosa vuole

Nessuno sa esattamente cosa vuole.

Molti si avvicinano all'intelligenza artificiale aspettandosi una sorta di magia: l'idea che basti un input vago per ottenere un risultato perfetto, come se l'AI potesse leggere nel pensiero o colmare da sola le nostre ambiguità. Poi il codice generato non è quello che ci si aspettava, e la conclusione affrettata è che "l'AI non funziona".

La realtà è ben diversa: quando un agente AI sbaglia, il problema quasi mai è la sua capacità: è la sotto-specificazione.

L'AI non è un oracolo, è un amplificatore. Se l'input è ambiguo, l'output sarà semplicemente un errore generato molto più velocemente del solito.

L'avvento di questi strumenti non elimina il ruolo dell'ingegnere, ne sposta semplicemente il baricentro a monte.

Il lavoro principale diventa definire l'intenzione con precisione prima di toccare la tastiera. Significa usare l'AI non solo per farsi dare risposte veloci, ma per farsi fare domande e far emergere quei casi limite che non avevamo considerato.

All'AI spetta la parte tattica (scrivere il codice), a noi la parte strategica (sapere cosa costruire e perché). Traduce in esecuzione la chiarezza dei nostri pensieri: se non sappiamo esattamente cosa vogliamo, ci aiuterà soltanto ad arrivare più velocemente nella direzione sbagliata.


Pubblicato originariamente su https://marcopassarelli.github.io/blog/nessuno-sa-cosa-vuole/

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